Scritto Domenica 7 Febbraio 2010 da Simona Rocchi
Tra deserto e mare la Libia ha una cucina nomade, costituita da più ingredienti: carni, verdure, cereali. Tipiche ghiottonerie del deserto sono il f’taat, frittelle sottili in salsa piccante con carne ed uova sode e lo m’baton, a base di verdure e carne fritta. Piatti condivisi con l’area magrebina sono anche l’humus, crema di ceci, la thina, una salsa di semi di sesamo, aglio ed olio d’oliva, la dokka, salsa speziata all’aglio, il baba ghanooge, crema di melanzane arrostite, schiacciate e condite con yogurt. Diffusissimo è il pollo arrosto e il kebab di montone servito con salsa piccante. Nelle città costiere è possibile mangiare del buon pesce mediterraneo. Molto diffusi sono i gamberoni e i calamari preparati in vari modi: fritti, alla griglia e ripieni. I dolci sono squisiti. Tra i più popolari il sofra con semola, uvetta e sesamo e mandorle. Per quel che riguarda le bevande, in seguito al divieto della religione islamica, non si bevono gli alcoolici. Un viaggio in Libia è una bellissima avventura. Certamente è difficile organizzarlo da soli senza l’aiuto di un tour operator. E’ proprio il governo stesso che chiede che ogni turista venga accompagnato da una guida locale. Per info www.viaggiaresicuri.mae.aci.it
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Scritto Giovedì 17 Settembre 2009 da Simona Rocchi

“Roma ha bisogno di politiche di qualita’. Sul turismo si sta andando troppo in ordine sparso dando a Roma l’immagine di sola citta’ d’arte. Bisogna diversificare l’offerta, dai parchi a tema fino ai marchi di lusso passando per la gastronomia, gli eventi sportivi e lo shopping”. Lo dichiara Aurelio Regina, presidente dell’Unione industriali e delle imprese di Roma, in un’intervista a ‘Il Sole 24 Ore’. Ho ripreso questa frase di Regina perché credo che abbia preso in pieno il problema di Roma. Le risorse turistiche, a partire dalle infrastrutture, agli alberghi e ai parcheggi per i pulman non sono adatti per accogliere il numero di visitatori che ogni anno invade Roma. Secondo il presidente della Uir, nell’immediato “bisogna mettere in competizione gli alberghi con le altre strutture ricettive per migliorare l’accoglienza. Inoltre va pianificato meglio il sistema dei parcheggi per il pullman per alleggerire il traffico”. Da non trascurare e’ l’importanza dello shopping. “Penso al polo d’attrazione di Valmontone che prevede di attirare 3 milioni di visitatori l’anno”, spiega Regina, e a “grandi aziende di centri commerciali, compatibili con il nostro tessuto produttivo”, come ad esempio ”la catena spagnola Corte Ingle’s”. Regina non dimentica un altro gioiello di Roma: il turismo congressuale augurandosi che presto si possa usare per i grandi eventi la Nuvola di Fuksas.
Chiudo con la stessa frase di Regina “Significherebbe che siamo riusciti a realizzare un’altra importante infrastruttura”.
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Scritto Martedì 4 Agosto 2009 da Antonietta Usardi
Dopo il successo della prima edizione torna Autunno Pavese DOC con il suo Gustando… si impara, un corso gratuito per aspiranti assaggiatori di vino curato dalla delegazione di Pavia della FISAR, Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori.
Quattro gli incontri che si svolgeranno ogni sera a partire dalle ore 21, presso l’Area Laboratori di Palazzo Esposizioni. Un vero e proprio percorso sensoriale teorico-pratico in cui i partecipanti impareranno la raffinata arte della degustazione del vino, gli abbinamenti con i piatti della tradizione pavese e lombarda e tanto altro ancora.
Il programma degli incontri è il seguente:
Venerdì 2 ottobre 2009 – Il Tatto: vitigni, vigneti, cantine e sensazioni tattili nella degustazione.
Degustazione guidata di un vino spumante, di un vino spumante rosè e un vino rosso giovane abbinati a pancetta e grana.
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Scritto Domenica 26 Luglio 2009 da Simona Rocchi

A Città della Pieve è in programma il Festival dell’Afrodisiaco, “Aphrodisiac” dal 3 al 6 settembre. L’iniziativa, ideata dalla ‘Fabbrica delle Idee’, attraverso Lucia Moretti ed Elisa Gosta, e curata nella comunicazione dall’agenzia Sedicieventi, presieduta da Eugenio Guarducci, patron di Eurochocolate, rientra nell’interesse crescente di progettare ed organizzare il tempo libero degli altri. Questa edizione vanta l’onore di essere un’edizione zero, un’anteprima in attesa del 2010′. Il Sindaco di Città della Pieve, Riccardo Manganello, ha sottolineato che Città della Pieve è una città d’arte, di storia e d’amore, come testimonia lo stretto “Vicolo del Bacio”, e terra di produzione dello zafferano. Insomma afrodisiaca in tutti i sensi e per tutti i sensi. Il festival si dipana tra momenti di degustazione, incontri di studio e presentazione dei prodotti dell’Umbria, una delle prime regioni tra le regioni italiane nell’ipotetica classifica dei territori in cui si producono alimenti, erbe, spezie e bevande afrodisiache. Insomma se pensate a un week end alternativo e very hot, Città della Pieve con le sue erbe è il posto migliore.
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Tag:città della Pieve, gastronomia, informazione, News, spezie, Tour Gastronomico
Scritto Domenica 26 Luglio 2009 da Antonietta Usardi
Una vacanza non è una vacanza se non ci si gode anche la buona tavola. Complici amici di quelle parti, io vado spesso in Trentino Alto Adige, e ogni volta non mi perdo un buon pranzo in un maso. I masi sono piccole strutture, vere e proprie fattorie dove una famiglia contadina si occoupa personalmente dell’allevameto, della semina, del raccolto e della produzione di prodotti propri. Oggi sono riuniti nell’Associazione Gallo Rosso che ne ha raggruppato 1400, famosi per le attività di agriturismo, ristorazione e vendita di prodotti. Tutte le indicazioni si possono trovare nella sesta edizione della guida Masi con gusto 2009, che ha premiato il maso “Falschauerhof” in Val d’Ultimo.
E allora via libera all’aceto a base di latte, speck, carne di manzo affumicata, salsicce di carne di maiale, salami, prosciutto, verdura sott’olio, minestra di orzo e brodo di capra, omelette con spinaci selvatici o bietola, pasta fatta in casa con ragù di lepre e selvaggina, canederli allo speck, al formaggio e di fegato, carne di capra e agnello, di manzo, vitello e maiale, di lepre e di cerbiatto, il tutto accompagnato da verdure e insalate di stagione. Ecco qualche suggerimento su dove mangiare e dormire.
Stockner-Hof (Gereuth 51-Bressanone-Tel: 0472/ 836742), un maso di montagna ideale per famiglie con bambini, è collocato in un bellissimo paesaggio, poi lo Falschauerhof (St. Gertraud 14-Ultimo-Tel: 0473/ 790191) dove gustare la famosa crema densa di farina e latte, speck, vari tipi di carne e selvaggina, pasta fatta in casa con ragù di lepre, canederli, succo di sambuco, ribes, lamponi e mela. Tutte le informazioni su
Gallo Rosso allo 0471/ 999308 oppure su www.gallorosso.it.
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Scritto Domenica 12 Luglio 2009 da Simona Rocchi

Non ci avete mai pensato ma se quest’anno invece di fare la solita vacanza optate per qualcosa di straordinariamente goloso e alternativo? Per esempio una deliziosa vacanza all’insegna della soddisfazione del proprio palato. L’offerta interessante è in Slovenia, dove all’ombra della vegetazione mediterranea, le delizie gastronomiche sono curate anche nei minimi dettagli. La cucina in questo piccolo paradiso, è interamente basata sull’accostamento sapori del mare e sapori della terra. Ma devo essere sincera, prevale quella del mare. L’impiego di verdure autoctone, di erbe e profumi locali, il consumo di olio rigorosamente d’oliva regalano alla Slovenia la nomina di posto esclusivo dove mangiare. Il sale di Pirano ha un posto di rilievo nella cucina locale. La sua estrazione avviene secondo una pratica antica di quasi 700 anni che prevede l’utilizzo esclusivo di utensili tradizionali. Il sale estratto nelle Saline di Sicciole è leggero, ricco di minerali marini e dal sapore inconfondibile. L’occasione non è solo quella di assoaporare una cucina locale degna di lode, ma anche di vivere intensamente i sapori e i prodotti che racchiudono la tradizione e la storia di un paese e di un popolo
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Scritto Venerdì 3 Luglio 2009 da Simona Rocchi

Valencia è una bellissima città della Spagna con 800 mila abitanti, equidistante da Madrid e da Barcellona . E’ molto vicina agli italiani per il modo di vita, non a caso è stata fondata dai romani nel 138 Avanti Cristo. E’ una delle città più importanti del Mediterraneo, come testimonia il centro storico che conserva molti monumenti costruiti nei suoi di 2.000 anni di storia. Chi l’ha vista mi ha raccontato che esiste anche una Valencia gotica rappresentata dalle due torri del Serranos, costruite nel XIV secolo che fanno parte di quello che resta delle mura medievali, o la Plaza de la Virgen che sta proprio alle spalle dell’imponente cattedrale. Chiunque la visita non può fare meno di assaggiare la famosa Paella. Ma Valencia è anche terra e tradizioni, è il luogo dove si coltiva il riso, dove si allevano gli animali e si pesca il pesce, è il luogo dove nasce la buona cucina dell’Albufera. Bisogna venire fin quaggiù per conoscere il più famoso dei piatti della cucina spagnola, l’autentica “paella valenciana”, con il suo deciso sapore originale. Di Paelle ce ne sono tantissimi tipi, ognuno, infatti, la fa a modo suo. Per i puristi ci sono due tipi di paella valenciana, la paella de marisco, che si cucina con prodotti di mare e la paella mixta dove si mischiano carne e pesce. Quest’ultima, la più conosciuta all’estero, viene considerata dai valenciani, un’aberrazione, un prodotto che ha perso la sua anima. Valencia è il posto giusto per una vacanza mista di divertimento, relax e buona cucina. E poi, impossibile sentirsi estranei in un posto come questo molto simile alla nostra Italia.
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Tag:Barcellona, cosa mangiare, cucina locale, cucina valenciana, dove andare, gastronomia, Madrid, Paella, Spagna, tradizioni, vacanze, valencia
Scritto Mercoledì 13 Maggio 2009 da Antonietta Usardi

Una nuova idea di vacanza che davvero mi tenta: non bastano splendidi panorami e visite culturali.
Per comprendere davvero un luogo è necessario godersi la sua cucina e i suoi mille sapori: l’incanto che contagia ogni senso, accarezza la pelle e penetra i pori, ha mille sfumature differenti, un profumo che rimane nelle narici per mesi e forse per anni.
Questa è a nuova idea di vacanza e viene dal Romantik Quattropassi di Massalubrense (NA)
Antonio Mellino e la moglie Rita organizzano al Romantik Hotel Quattropassi di Massalubrense un lungo weekend di gastronomia, tutti i segreti del pesce diventano una scoperta che giorno dopo giorno danno al riposo un sapore caratteristico.
Dopo l’ arrivo del giovedì, venerdì gli aspiranti chef imparano a preparare antipasti di mare, primi raffinati e tipici e secondi che richiamano al palato lunghe battute di pesca, e che diventano il menu di chiusura del corso.
Il sabato viene dedicato al completo relax, con una gita in barca alla volta della splendida e poco distante Capri. Il numero massimo di partecipanti ad ogni lezione è di 12 persone e i corsi si svolgono su richiesta nei mesi di aprile e maggio.
Per informazioni Romantik Quattropassi (Via A. Vespucci 13/N -800161 Massalubrense (NA)- Tel 081.8082800 -e-mail info@ristorantequattropassi.com)
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Tag:corsi di cucina napoli, corso di cucina, gastronomia, Napoli, soggiorni in cucina, stage cucina, vacanza in cucina
Scritto Venerdì 24 Aprile 2009 da Antonietta Usardi

Il 25 aprile, se non c’è ponte come quest’anno, è la giornata ideale per una scampagnata fuori porta.
E cosa c’è di meglio di un picnic all’aria aperta?
Coldiretti coglie l’occasione per fornire alcune regole per abbinare al piacere di trascorrere il tempo libero all’aria aperta il rispetto dell’ambiente.
”Si tratta di suggerimenti che – sottolinea la Coldiretti – assumono particolare rilevanza con l’affermarsi in Italia della ”microvacanza” (quella da 1 a 3 notti fuori casa), che nel 2008 ha effettuato per la prima volta il ‘’sorpasso” sulla vacanza tradizionale (4 notti e più)”.
Prima di tutto gustare i prodotti del proprio territorio, scegliere prodotti di stagione, se disponibili anche biologici, e a km zero, acquistati magari direttamente in azienda, usare piatti e bicchieri biodegradabili, evitando la plastica, ma anche utilizzare gli avanzi per produrre dell’ottimo concime per piante e fiori casalinghi, sono alcuni dei comportamenti che contribuiscono a rendere il pic nic più sostenibile dal punto di vista ecologico ed energetico.
Ne dettaglio:
- Acquistare i prodotti che verranno consumati direttamente nelle aziende agricole del luogo dove si va a fare il picnic in modo da avere alimenti di qualità, anche biologici, freschi e al giusto prezzo.
- Privilegiare la scelta di frutta e verdura di stagione che non consumano energia per la loro conservazione e il loro trasporto da paesi lontani.
-Scegliere alimenti sfusi invece che confezionati, ”tagliando” così gli imballaggi che pesano sull’ambiente.
- Utilizzare prodotti a km zero, che non devono percorrere lunghe distanze prima di giungere a tavola.
- Usare piatti e bicchieri biodegradabili, che consentono di evitare l’uso delle stoviglie tradizionali senza dover ricorrere a quelle di plastica che impiega oltre duecento anni per scomparire dal terreno.
- Usare tovagliette di carta riciclata invece che di stoffa, risparmiando così l’utilizzo di detersivi.
- Non abbandonare i rifiuti prodotti sul posto
Bene,ora non resta che scegliere il menù!
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Tag:cibo, escursioni, gastronomia, picnic del 25 aprile, picnic eco sostenibile, ponte del 25 aprile, prodotti biodegradabil, prodotti del territorio
Scritto Venerdì 6 Marzo 2009 da Simona Rocchi

Non sono una persona a cui piace mangiare le cose tradizionali dei paesi stranieri. Sono molto legata alla tradizione italiana che ogni volta che mi viene offerto qualcosa di diverso ho sempre qualche dubbio. L’altra sera una mia amica mi ha inviato a cena in occasione della presenza di una sua amica per una cena a base di pietanze della Giordania, una delle famose cene a tema. Tenete conto che la Giordania ha una cucina a base di riso, cereali e carne degli animali ovini, quindi molto semplice, per questo mi sono fatta convincere. Insomma mi sono convinta e sono andata. Devo dire di non essermi pentita perché mi sono accorta che nonostante la semplicità degli ingredienti giocano molto con le spezie, e a me piacciono, per dare un tocco di sapore. Come mi ha raccontato questa ragazza, la prima pietanza che si mangia in questa terra è il “mezzeh” una serie di antipasti serviti in piccole ciotole. Infatti è stato il nostro primo piatto. Poi siamo passati allo shishmensaf, l’agnello alla brace, poco leggero in verità. Per dessert, perché non ci siamo fatte mancare niente, abbiamo fatto uno sgarro alla cena a tema e abbiamo mangiato la mia torta di mele. Al di là della cosa divertente, vi posso assicurare che se andate in Giordania, non avrete problemi con la cucina perché è davvero gustosa
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