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Barcellona dice addio alla corrida

E’ con grande soddisfazione che diamo questa notizia. A fine mese il parlamento autonomo della Catalogna deciderà se proibire o meno le corride e per una volta  la decisione sembra scontata. L’associazione animalista Piattaforma Prou ha raccolto oltre 180mila firme, con l’appoggio di un’ottantina di municipi abolizionisti in tutta la . Così  pare che la che si è svolta l’altra sera a  con il grande matador , 34 anni, sia l’ultima. Da tempo la Catalogna lotta contro questo spettacolo che, come si legge sul quotidiano La Repubblica, è percepito come simbolo della colonizzazione culturale spagnola. Per rendere più chiaro il clima che si respira a , il quotidiano La Repubblica ha citato che nel suo ultimo libro “Liturgia del dolor” ha scritto: “A , i pochi aficionados rimasti vivono in una situazione di clandestinità terminale. La colpa della decadenza della a non è solo del nazionalismo antispagnolo; ma anche di una cattiva gestione imprenditoriale e di una passione popolare indolente, che ha lasciato passare ogni tipo di abuso, soprattutto la mancanza di rispetto verso il toro. E la critica taurina è inesistente. L’arena è per turisti, per ragazze svedesi. Davanti a una passione più vigorosa e a una fiesta più combattiva, il nazionalismo avrebbe potuto far poco”.