Barcellona dice addio alla corrida
E’ con grande soddisfazione che diamo questa notizia. A fine mese il parlamento autonomo della Catalogna deciderà se proibire o meno le corride e per una volta la decisione sembra scontata. L’associazione animalista Piattaforma Prou ha raccolto oltre 180mila firme, con l’appoggio di un’ottantina di municipi abolizionisti in tutta la Spagna. Così pare che la corrida che si è svolta l’altra sera a Barcellona con il grande matador José Tomás, 34 anni, sia l’ultima. Da tempo la Catalogna lotta contro questo spettacolo che, come si legge sul quotidiano La Repubblica, è percepito come simbolo della colonizzazione culturale spagnola. Per rendere più chiaro il clima che si respira a Barcellona, il quotidiano La Repubblica ha citato Javier Villán che nel suo ultimo libro “Liturgia del dolor” ha scritto: “A Barcellona, i pochi aficionados rimasti vivono in una situazione di clandestinità terminale. La colpa della decadenza della corrida a Barcellona non è solo del nazionalismo antispagnolo; ma anche di una cattiva gestione imprenditoriale e di una passione popolare indolente, che ha lasciato passare ogni tipo di abuso, soprattutto la mancanza di rispetto verso il toro. E la critica taurina è inesistente. L’arena è per turisti, per ragazze svedesi. Davanti a una passione più vigorosa e a una fiesta più combattiva, il nazionalismo avrebbe potuto far poco”.

