Cosa vedere a Palermo in un giorno

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Per millenni è stata crocevia delle civiltà, Palermo offre un misterioso e speziato mix di mosaici bizantini, cupole arabe e affreschi appartenenti a diverse epoche storiche. Questa è una città ai confini dell’Europa e al centro del mondo antico, un luogo in cui i mercati simili ai souk si mescolano perfettamente alle chiese barocche, dove le forme indicano una contaminazione gotica e gli occhi azzurri e fieri hanno cugini in bronzo.

Secoli di vertiginosi alti e bassi hanno formato una metropoli complessa. Qui, le scale sconvolgenti conducono a sale da ballo dorate e locali custoditi portano cuori d’oro. Basta non lasciarsi ingannare. Nonostante le strade rumorose, la città più grande della Sicilia è un bestia timida, ricompensa il turista con la presenza di chiostri ricoperti di agrumi, cappelle stuccate e negozi d’epoca riempiti con i fili sbiaditi appartenenti a vecchi aristocratici. Aggiungi a tutto questo uno dei teatri più grandi d’Italia e un numero sempre crescente di bar e ristoranti e potresti ritrovarti improvvisamente e inaspettatamente innamorato.

Cosa vedere a Palermo in un giorno

Palermo, i monumenti da vedere in un giorno a piedi

Palermo è una città ricchissima di storia, di chiese, di monumenti e di scorci da ammirare. Riuscire a visitare tutto in una sola giornata è praticamente impossibile, me se hai scelto di fare una vacanza on the road in Sicilia non puoi non fermarti almeno una giornata nella meravigliosa Palermo. L’importante è indossare scarpe comode, perché da questo momento in poi ci muoveremo rigorosamente a piedi per scoprire tutti i luoghi più belli della città.

Iniziamo dalla Cappella Palatina

Progettata da Ruggiero II nel 1130, questa straordinaria cappella è la principale attrazione turistica di Palermo. Situato al livello intermedio della loggia a tre piani del Palazzo dei Normanni, i suoi mosaici d’oro scintillanti sono accompagnati da pavimenti in marmo intarsiati e da un soffitto in legno di muqarnas, un capolavoro di scultura a nido d’ape in stile arabo che riflette la complessità culturale della Sicilia normanna.

cappella palatina

L’interno ben illuminato della cappella è semplicemente mozzafiato. Ogni centimetro è decorato con pietre preziose, dando allo spazio una qualità lucida. Questi mosaici erano principalmente opera di artigiani greci bizantini portati a Palermo da Ruggiero II nel 1140, soprattutto per questo progetto. Indicano espressioni, dettagli e movimenti con straordinaria grazia e delicatezza e talvolta con enorme potere, soprattutto nella raffigurazione di Cristo Pantocratore e gli Angeli sulla cupola. La maggior parte dei mosaici racconta storie dell’Antico Testamento, anche se altre scene ricordano il ruolo fondamentale di Palermo nelle crociate. Alcuni dei mosaici sono stati aggiunti più tardi, come ad esempio la Vergine e i Santi nella principale abside sotto il Cristo Pantocratore.

Le pareti sono decorate con intarsi in marmo che presentano una chiara influenza islamica, ed anche i pavimenti sono stupefacenti: il marmo è stato prezioso come qualsiasi pietra preziosa nel XII secolo, per cui il valore del pavimento al momento della sua costruzione è quasi incommensurabile secondo gli standard di oggi.

E adesso di corsa alla Cattedrale di Palermo!

Una festa di modelli geometrici, cupole maioliche e arcate cieche, la cattedrale di Palermo ha subito esteticamente ricostruzioni multiple nel corso dei secoli, ma rimane un esempio primario dello stile architettonico arabo-normanno della Sicilia. Gli interni, seppur impressionanti in scala, sono essenzialmente un guscio di marmo, le cui caratteristiche più interessanti sono le tombe normanne (a sinistra in entrata), il tesoro e la panoramica vista dal tetto.

La costruzione è iniziata nel 1184, su richiesta dell’arcivescovo di Palermo, Walter del Mill (Gualtiero Offamiglio), un inglese che era l’insegnante di Guglielmo II. Walter aveva un grande potere e fondi illimitati a sua disposizione, ma con la costruzione della magnifica cattedrale di Monreale sentiva che il suo potere non aumentava. La soluzione fu quella di ordinare la costruzione di una cattedrale altrettanto magnifica a Palermo. Questa fu eretto sulla posizione di una moschea del IX secolo (costruita su una ex cappella); un dettaglio dell’arredamento originale della moschea è visibile sul portico meridionale, dove una colonna è inscritta con un passaggio dal Corano. Le proporzioni della cattedrale e la grandezza della sua esteriorità divennero una dichiarazione della lotta di potere tra la Chiesa e il trono che si verificava all’epoca, una situazione potenzialmente pericolosa che fu temperata dalla morte di Walter (nel 1191), che gli impedì di vedere l’edificio finito.

cattedrale di palermo

Da allora la cattedrale è stata molto modificata, talvolta con grande successo e talvolta con risultati meno positivi. Fortunatamente l’opera manuale di Fuga (che fece il secondo intervento) non si estendeva verso l’esterno orientale, che è ancora adornato con i disegni esotici della cattedrale originale di Walter. La facciata sud-occidentale è stata collocata nei secoli XIII e XIV ed è un bellissimo esempio di artigianato locale in stile gotico. L’ingresso della cattedrale, attraverso i tre magnifici archi di Gambara, è fronteggiato dai giardini e da una statua di Santa Rosalia, santa protettrice di Palermo. Una bella decorazione intarsiata dipinta sopra gli archi descrive l’albero della vita in una complessa composizione geometrica in stile islamico con 12 cerchi che mostrano frutti, esseri umani e tutti i tipi di animali. Si pensa che risalga al 1296.

A sinistra mentre si entra nella cattedrale, l’area monumentale ospita numerose tombe normanne reali che contengono i resti di due dei più grandi governanti della Sicilia: Ruggiero II (dietro a sinistra) e Federico II di Svezia (anteriore sinistro), oltre che la tomba di Enrico VI e Guglielmo II. La tesoreria della cattedrale ospita una piccola collezione di gioielli di epoca normanna e reliquie religiose. La più straordinaria è la favolosa corona del XIII secolo appartenente a Costanza d’Aragona (moglie di Federico II), realizzata da artigiani locali in filigrana d’oro e ricoperta di gemme.

Incamminiamoci passando per il Mercato di Vucciria

Attualmente in questa zona di Palermo non si svolge più l’antico mercato di Vucciria, ma questa zona resta viva e chiassosa grazie alla presenza dei tanti giovani che la popolano. Anticamente il mercato qui era un luogo denso per l’attività mafiosa locale. Oggi la relazione del popolo con questo luogo è mutata ed il mercato nel tempo è stato sostituito dal più spiritoso mercato di Ballarò. Vale comunque la pena passare in questo luogo storico perché le piccole stradine e gli odori dello street food siciliano saranno un ottimo pranzo prima di continuare il nostro tour a piedi.

Passeggiando per il corso si incontrano i Quattro Canti

Quattro Canti

L’elegante intersezione di Corso Vittorio Emanuele e Via Maqueda è meglio conosciuta come Quattro Canti. Contrassegnando l’epicentro della città vecchia, l’incrocio è incorniciato da un perfetto cerchio di facciate che scompaiono fino alla volta blu del cielo in un sorprendente spettacolo di prospettiva. Ogni facciata si accende a sua volta per tutto il corso della giornata, guadagnandosi il soprannome de Il Teatro del Sole.

Riconfermando lo stile della Roma tardo rinascimentale e costruito all’inizio del XVII secolo, le quattro facciate simmetriche dei Quattro Canti sono opera dell’architetto reale Giulio Lasso. Ogni angolo è suddiviso in tre ordini classici: dorico in basso, ionico al centro e composito in cima. Gli elementi decorativi sono stati lasciati nelle mani capaci dell’architetto Mariano Smiriglio, i cui altri progetti in città includono la rielaborazione barocca della Chiesa di Santa Maria di Valverde. Le statue adornano ciascuno dei tre livelli, rappresentando le stagioni in basso, i sovrani spagnoli al centro e i santi palermitani femminili in cima.

Girare l’angolo per ammirare la Fontana Pretoria

fontana pretoria

Affacciata su chiese ed edifici, Piazza Pretoria è dominata dalla stupenda Fontana Pretoria, uno dei punti di riferimento più importanti di Palermo. I bacini pierformati della fontana risplendono in cerchi concentrici, affollati di ninfe nude, tritoni e divinità dei fiumi. Tale nudità ha rappresentato un oltrepassare per la chiesa siciliana, che prudentemente la definiva la Fontana della Vergogna.

Progettata dallo scultore fiorentino Francesco Camilliani tra il 1554 e il 1555 per la villa toscana di Don Pedro di Toledo, la fontana fu acquistata da Palermo nel 1573 e orgogliosamente posizionata di fronte al Palazzo Pretorio in un’offerta, per far emergere i nuovi artigiani della Fontana di Orione installata a Messina.

Palermo in un giorno, cammina sempre a naso insù!

Palermo è una città molto ricca ad ogni suo angolo, chiese dai diversi stili che spuntano improvvisamente oppure fontane e statue in giro per il centro. Visitarla tutta come detto è quasi impossibile in un solo giorno e quelli elencati sono solo alcuni dei monumenti che ho visto durante il mio itinerario a piedi in compagnia di una palermitana doc. Per non perderti nulla di questa città ti consiglio di camminare sempre con il naso all’insù per non perderti tutte le bellezza che ci sono in giro ed il colore del cielo da riportare a casa come ricordo indelebile.

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Annette Palmieri

Annette Palmieri

Napoletana, gattara, logorroica, twittatrice compulsiva, non vivo senza il mio smartphone a portata di mano. Vi avviso: sono peggio di Lucy Van Pelt. Amo le parole e quotidianamente lotto contro i miei nemici giurati: i refusi. Non sono brava in tutto anzi, le cose che so fare sono notevolmente maggiori rispetto a quelle che non so fare. Ad esempio, so scrivere ma non so camminare e bere contemporaneamente.

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