La Grotta di Matermania a Capri: vivi la bellezza e il mistero

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Cosa fare a Capri in inverno? La devi amare ancora di più. Il motivo? L’isola mostra il suo volto romantico e misterioso. Tutto diventa silenzioso e lento, puoi percepire il richiamo del mare e della natura. Il vento muove le foglie d’autunno, le onde si scontrano impetuose contro le rocce addolcendone le forme.

Così, Capri si trasforma in una poesia da interpretare e sentire da un punto di vista diverso, più intimo. E tu ti ritrovi a parlare con lei senza filtri, senza rumore di fondo. Il chiacchiericcio tipico della stagione estiva diventa un ricordo lontano. E puoi andare alla scoperta di questa terra, ritrovando fuori quello che senti dentro di te.

Passione, inquietudine, pace e voglia di riflettere per sognare ancora. Vuoi vivere questa dimensione dell’isola? Allora l’idea di fare una vacanza a Capri in inverno è la soluzione perfetta. Puoi dedicarti alla scoperta della cultura, della storia dell’isola. Il mio consiglio? Inizia dalle passeggiate di Capri.

La passeggiata del Pizzolungo

Il Sentiero del Pizzolungo parte dal Belvedere di Tragara. Questa strada affacciata sul mare si collega all’Arco Naturale. Ma prima ti riserverà sorprese straordinarie: lungo il percorso potrai ammirare Villa Malaparte e la Grotta di Matermania abbracciata dalla macchia mediterranea e qualche orchidea selvatica.

Man mano che ti avvicini all’ingresso, percepirai il silenzio diventare un comodo mantello spezzato solo da qualche goccia d’acqua che precipita dal soffitto calcareo. La luce dell’alba illuminerà l’interno, creando giochi di luci e ombre. Non potrai fare a meno di entrare, sfiorando con le dita quelle antiche pareti. Mettendoti in ascolto degli echi del passato. Che ne dici di scoprire i segreti della Grotta di Matermania a Capri?

Il nome della Grotta di Matermania

La Grotta di Matermania si trova sul versante sud occidentale dell’isola. Il suo nome ha origine dalla dea Celibe (la Mater Magna dei Romani), divinità romana della natura e degli animali. Nell’antro, infatti, fu ritrovato un altare a lei dedicato e una sua statuetta in terracotta. Invece, il toponimo Mitromania lo si deve alla scoperta di un bassorilievo mitriaco nella piana di San Costanzo.

Questo ritrovamento fa pensare che la cavità fosse un tempio dedicato al dio greco-romano Mitra che impersonificava il sole. Anticamente l’antro fu noto anche con il nome di Matromagna, appellativo creato da Giuseppe Feola, archeologo italiano.

I capresi, inoltre, chiamavano questa posto anche Grotta del Matrimonio. Il motivo puoi intuirlo: le giovani coppie dopo la cerimonia ufficiale si recavano in questa cavità come rito propiziatorio. L’usanza viene riportata anche in quest’articolo della rivista Capri Review, attraverso le parole dello studioso Salvatore Borà:

Per il luogo della celebrazione dei matrimoni correva anche una leggenda molto accreditata nella tradizione popolare e riportata dalla scrittrice francese Julia Kavanagh. Nelle belle pagine capresi tratte dalla sua opera Un’estate e un inverno nelle due Sicilie (1858) scrive, infatti, che il caprese che le faceva da guida, l’aveva condotta nell’attuale Grotta di Matermania chiamandola, però, ‘Grotta del Matrimonio’ perché, diceva, che là si erano celebrati i matrimoni di tutta la sua famiglia. Prima del pranzo allestito in casa della sposa”.

Immagina la scena: sposarsi a Capri, nella Grotta di Matermania. Doveva sembrare un rito quasi mistico.

Grotta di Matermania: la storia

La Grotta di Matermania a Capri è formata da roccia calcarea non stratificata. Si estende per circa trenta metri. È larga venti metri e alta circa dieci metri. Al tempo dei Romani era un sontuoso ninfeo. Venne costruita una sala absidata ai cui lati c’era un letto tricliniare di legno o addirittura rivestito in marmo.

E ti dico di più: tra i due podi semicircolari sovrapposti, e parzialmente coperti da intonaco, è stata rinvenuta una scala. Secondo l’archeologo Amedeo Maiuri, conduceva a un incavo utile a raccogliere acqua che trapelava dalle pareti o da una presunta sorgente interna.

Grotta di Matermania a Capri dipinto dell'Ottocento
P. Espositos – Zeitschrift “Die Gartenlaube” – illustrazione ottocentesca

L’aspetto originario della Grotta ha subito grandi cambiamenti in seguito al pericolo caduta massi. Sempre in epoca romana, fu realizzata una muratura a tutto sesto, il pavimento dell’antro fu appianato e l’area vicino l’ingresso fu rinforzata con un muro di terrazzamento.

Nei primi anni dell’Ottocento la Grotta fu meta di molti avventurieri e archeologi. Tutti curiosi di conoscere i segreti di questa caverna e alla ricerca di tesori. Norbert Hadrawa ad esempio, autorizzato dal re Federico I di Borbone, recuperò numerosi marmi policromi. Mentre nel 1929 la Soprintendenza delle antichità si occupò di ripulire e stabilizzare le strutture murarie.

Nel XX secolo si interessarono alla Grotta di Matermania studiosi di fama internazionale (Amedeo Maiuri, Rosario Mangoni o Karl Julius Beloch). Durante queste ricerche si appurò che l’antro venne adibito a ninfeo.

Come arrivare alla grotta

Dalla Piazzetta imbocca Corso Vittorio Emanuele e via Camerelle. Poi svolta a sinistra e continua per via Tragara. Giunto al Belvedere, prendi il sentiero del Pizzolungo e arriverai a destinazione.

Cosa vedere nella grotta: i reperti

Oltre la statuetta della dea Cibele e al rilevo del dio Mitra (conservato al museo archeologico nazionale di Napoli), intorno al 1740 è stata rinvenuta una lastra di marmo scalpellata sui lati. L’oggetto pare che pare facesse parte di una necropoli che si estendeva su tutta la valle di Matermania.

Questa epigrafe fu tradotta e donata ai Gerolamini. La stele rammenta la morte prematura di un adolescente, Hỳpatos. Il fanciullo fu probabilmente sacrificato a Mitra. Ma secondo gli storici pare che il giovinetto – servo di Tiberio – fosse morto per una disgrazia. Ti lascio l’iscrizione incisa sulla lastra:

Voi, o demoni eccellenti, che abitate la terra di Stige, accogliete nell’Ade anche me, miserrimo, seppure strappato via non per giudizio ponderato dalle Moire, ma con repentina morte violenta, per la collera ingiusta di un demone, che ha spezzato le aspettative in me, che appena allora avevo raggiunto una posizione di rilievo presso il padrone, e anche le aspettative dei genitori nei miei riguardi. Non essendo più quindicenne, ma non avendo ancora compiuto i venti anni, sventurato, cessò di vedere la luce. Il mio nome è Hỳpatos. Io supplico ancora mio fratello e i genitori di non piangere più, gli sventurati!”.

Chi visse nella Grotta di Matermania a Capri?

La Grotta di Matermania a Capri fu anche la “casa” di Gustavo Giulio Ottone Dobrich, noto come Miradois. Chi era? Un monaco eremita che decise di arrivare a Capri poco prima della fine della I Guerra Mondiale. L’uomo si stabilì nella caverna, vivendo di radici erbe e latte di capra.

E pensa, quando il religioso lasciò l’isola donò la spelonca al comune di Capri con tanto di inventario che elencava: “Quattro letti in pietra, otto cuscini in sabbia e calcare, quattro mura e il sole”.

Anche il conte Fersen  proprietario di Villa Lysis – era un frequentatore della Grotta di Matermania a Capri. In questo luogo, agli inizi del Novecento – nella notte del 25 agosto – il nobile francese mise in scena un tableau vivant per ricordare l’orribile morte di Hỳpatos. Il francese era in compagnia di alcuni amici. C’era anche il suo amante Nino Cesarini, protagonista dello spettacolo.

La rappresentazione venne interrotta dall’arrivo delle Forze dell’Ordine, avvisate dagli abitanti della contrada che avevano visto movimenti sospetti nella grotta. Fersen fu costretto a partire da Capri in attesa che lo scandalo sull’isola si calmasse.

Visitare la Grotta di Matermania

Visitare la Grotta di Matermania a Capri è una vera e propria esperienza. Ti sentirai sopraffatto dalla sua maestosità e non potrai fare a meno di ripercorrere gli eventi del passato che l’hanno vista al centro di tante vicende storiche. Ora lascia pure la tua esperienza nei commenti. Ti aspetto.

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Marilena D'Ambro

Giornalista, blogger e webwriter. Scrivo per diversi blog tra cui: SEOchef, HostingVirtuale e LogicalDOC – Gestione documentale facile. Non inizio la mia giornata senza un buon caffè e una passeggiata immersa nella natura in compagnia del mare.

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