
Quest’estate si torna a Cuba.
Cuba prima che cambi definitivamente e si butti nel capitalismo, dimenticando quello che per molti è stato il sogno di una rivoluzione: ultimo baluardo del comunismo reale.
Non intendo certo difendere Fidel Castro e il suo operato e tuttavia questo l’ha salvata da troppe trasformazioni ed ingerenze dalla vicina e potentissima America.
Nei centri urbani affascina la sopravvivenza di un vecchio stile coloniale: case nelle tinte dei colori pastello, con piccole verande dove sempre dondola una sedia in “finocchietto”, patii supportati da bassi colonnati a Vignales, finestre con eleganti gelosie in legno o in ferro battuto a Trinidad, lunghe matasse di fili elettrici sospesi tra le finestre a Santiago.
L’Habana vecchia sopravvive, in parte restaurata coi proventi della tassa d’ingresso dei turisti, sembra un villaggio decadente con facciate art dèco, rococo, barocche o neoclassiche che il tempo ha sporcato e reso fatiscente.
Un’epoca lontana, dove il turista fa il viaggiatore, estraneo alla frenesia dei commerci e del traffico urbano ma può andare a ritroso nel tempo fino ad incontrare Hemingway, nella “botteghita del medio” o nell’hotel “Ambos mundos”. Anche davanti al lungomare del Malecon, una linea di frontiera verso il consumismo, vi è silenzio: un’ampia baia deserta, senza i vistosi segni del mondo occidentalizzato, né ristoranti, né yacth, né lidi; solo un albergo fatiscente, voluto come richiamo per giocatori d’azzardo americani, negli anni cinquanta dal capo mafioso Meyer Lansky, e tante case dormitorio in alti ma freddi palazzi.
Lungo le vie di collegamento verso la capitale è possibile notare, a tutte le ore, numerosi capannelli di gente che aspetta pazientemente un mezzo di trasporto ed un passaggio verso il luogo di lavoro: vecchie e colorate macchine americane chevrolet, datate prima della rivolta del 58, camion assemblati con container per il trasporto di lavoratori, carrozzelle adattate e tricicli a pedale con ombrellone come taxi urbani, biciclette e anche cavalli stile cowboys a Vignales-
Air Europa, compagnia privata spagnola, lancia la promozione dedicata alle rotte verso l’ Havana, cui aggiunge anche Santo Domingo, Buenos Aires e Caracas.
Da Roma, Milano e Venezia si vola, via Madrid, verso l’ Havana a 476 euro, Santo Domingo a 670 euro, Buenos Aires a 603 e Caracas a 523 euro A/R tasse aeroportuali e supplemento carburante inclusi, per tutte le tariffe.
Il periodo di vendita della promozione Air Europa è valido fino al 30 aprile 2009: si potrà partire verso tutte queste destinazioni fino al 27 giugno 2009.