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Albania

Argirocastro

ARGArgirocastro è una città conosciuta per le sue caratteristiche vie strette in pietra. E’ considerata Patrimonio dell’umanità. E’ un bellissimo esempio di città ottomana ben conservata, costruita da coltivatori di alto rango. Nonostante la sua storia non è molto ricca di cose fa vedere. Ovviamente escludendo il Castello, che svetta imponente sulla città regalando la vista di splendidi paesaggi dove si trova il Museo Nazionale delle Armi. La città è chiamata anche la Città dei Mille Gradini. Il suo centro storico è costituito da moltissimi gradini e una serie infinita di viuzze acciottolate che si inerpicano tra le casette di pietra, una meraviglia.. Anche la gente è molto simpatica, è un posto sereno e vivace dove è piacevole trascorrere una vacanza in compagnia della propria famiglia. Inoltre, la presenza di molti studenti universitari la rende un posto molto giovanile.

Tirrenia, ecco la corsa da Bari a Durazzo

A partire da sabato 25 luglio, le unità della Divisione Adriatica di Tirrenia hanno deciso di effettuare più volte la settimana una corsa diurna in aggiunta alla corsa notturna giornaliera. Alle partenze delle 23 con arrivo alle 8 sia da Bari che da si aggiungono quindi partenze alle 12 con arrivo alle 19. Su questa linea hanno deciso uno sconto del 20% sul viaggio di ritorno, acquistando il biglietto di andata e ritorno. Lo sconto non è cumulabile con altre facilitazioni e/o agevolazioni; sono naturalmente escluse tasse e diritti. Tutte le informazioni sul sito della compagnia di navigazione. 

Basta visti per Serbia, Montenegro e Macedonia da ottobre

Novità per tutti gli appassionati di viaggi nell’est della nostra bella Europa. Dal prossimo ottobre non sarà più necessario avere il visto per entrare in Serbia,Montenegro e Macedonia. Questa la decisione dei commissari europei alla Giustizia, Jacques Barrot, e all’Allargamento, Olli Rehn. La misura riguarderà oltre dieci milioni di persone. Sono invece state escluse Bosnia-Erzegovina, e Kosovo. Barrot ha parlato di una “tappa storica” per l’Unione, mentre Rehn ha insistito sul contributo che il provvedimento assicurerà “all’ulteriore europeizzazione della società civile nei Balcani occidentali”.
La Commissione prevede che l’abolizione dei visti verrà approvata intorno alla fine di ottobre dai ministri dell’Interno della Ue, che dovranno decidere a maggioranza qualificata. “Ho molta fiducia nel fatto che il Consiglio europeo seguirà le proposte della Commissione”, ha assicurato Barrot. I due commissari hanno ignorato le critiche sull’esclusione dal provvedimento della Bosnia-Erzegovina, dell’ e del Kosovo. La responsabilità della mancata abolizione dei visti per la Bosnia ricade secondo Rehn sui leader locali che “negli ultimi anni, purtroppo, hanno perso tempo con la retorica nazionalista, tralasciando le riforme a vantaggio dei loro cittadini”. Anche l’ deve “recuperare terreno” mentre per il Kosovo, non riconosciuto da cinque Paesi Ue su 27, i tempi “sono necessariamente più lunghi”, hanno detto i commissari.

Albania a portata di mano con vivialbania.net

Un’ che non ti aspetti, e sopratutto grazie ad un gruppo di ragazzi che, innamorato del proprio Paese, si è dato la forma di una cooperativa. Obiettivo: portare turisti in . E i risultati sono ottimi: sono già trecento i turisti ospitati in questo scorcio di stagione e sono stati studiati nuovi itinerari nel centro-sud del paese. Stiamo parlando di vivalbania.net”. “L’ è un paese bellissimo – fanno sapere i ragazzi dell’organizzazione dal sito. – Tutto è nato nel 2005 con un’idea che ci permettesse di rimanere nel nostro paese a costruirci un futuro, valorizzando la nostra terra. L’idea è di dare ospitalità ai viaggiatori nelle nostre case, portandoli a scoprire l’ per poterci pagare gli studi e raggiungere il nostro obiettivo lavorativo”.
Il contributo richiesto per persona per ogni giorno di permanenza è di 60 euro e comprende colazione, cena, “caloroso” alloggio in casa dei ragazzi e  guida. . Per i bambini fino a due anni la permanenza è gratis e per quelli fino a dieci anni il costo è di appena 30 euro.
Tutti gli accompagnatori hanno tra i 16 e i 25 anni, parlano italiano e inglese, oltre all’albanese. Moltissimi gli itinerari, della durata media di sette giorni e sono consultabili su www.vivalbania.net.

Albanian airlines ti porta a Tirana

Ok, lo ammetto, sono una fan dei luoghi pochi frequentati e decisamente non di moda, mi piace viaggiare per scoprire e non amo quelle vacanze (per carità, ognuno ha i propri gusti) dove magari ci si trova in un altro stato e si finisce solo con il vedere locali e discoteche. L’Albania è uno di questi luoghi: poco affollata, con spiaggie bellissime – e di anno in anno sempre meno trascurate – e ben pochi stranieri. Uno dei maggiori problemi nell’oganizzazione di un viaggio da quest parti è il costo del biglietto aereo per Tirana, unico aereoporto del Paese, e recentemete ristrutturato. Il problema viene risolto da Albanian Airlines che a partire dal prossimo 2 luglio varerà due operativi – da e per la capitale Tirana – che decolleranno ogni martedì e giovedì, con arrivo Tirana-Verona alle ore 10.00 e partenza Verona-Tirana alle 11.00 e ogni sabato con arrivo alle ore 08.00 e partenza alle 09.00. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito della compagnia aerea.

Albania, un giorno a Berat la città dei mille occhi


Sono ben più di mille le finestre che si affacciano sull’Osum, e che nelle giornate di sole riflettono la luce dando vita ad un meraviglioso gioco di specchi.
Ci accoglie la luce al nostro arrivo e una stupefacente atmosfera che profuma di storie lontane e dimenticate.
La leggenda narra che due valorosi cavalieri, Tomorri e Shpirag, si erano innamorati della stessa fanciulla.
La travolgente passione fu fatale ad entrambi: i due fratelli si sfidarono a duello e caddero in campo.
Le lacrime della ragazza disperata dettero origine alle acque del fiume Osum.
Proprio qui, affacciata sull’Osum, e protetta dai due fratelli trasformati dalle divinità in monti, sorge una delle più affascinanti città dell’Albania, Berat, che dal 1961 si fregia del titolo di città-museo.
Chi si aspetta di vedere la terra desolata e brulla, presentata dai telegiornali, rimarrà stupito.
Grazie alla vicinanza con il mare che ne mitiga il clima, Berat è verde, verdissima e ben tenuta: un agglomerato di case bianche, aggrappato alle montagne circostanti, scalinate ripide e vicoletti assolati, il gioco accecante di vetri e specchi, per i riflessi delle numerose finestre, nelle giornate di sole, panni stesi da casa a casa, cespugli di lavanda ai bordi delle strade.
Edificata nella forma attuale dagli Illiri, ha una storia antichissima che si fa risalire a circa 2400 anni fa, epoca del primo insediamento abitato.
Gli anni del comunismo e della sua volontà costruttiva non l’hanno sfiorata, salvando tutti i suoi edifici storici, le chiese, i monasteri, le madrasse, le moschee, che convivono, anche fianco a fianco, nell’affresco urbanistico della città.
La nostra passeggiata comincia proprio dal ponte vecchio sull’Osum, a sinistra lungo il pendio si distende Gorica, il quartiere cristiano, a destra Magalem, quello mussulmano.
La strada principale si inerpica fino alla Kalasa, la cittadella, che risale al XIV secolo, eretta dai cristiani per difendersi dai turchi.
Costruita a strapiombo su un crinale, è circondata da una massiccia cerchia muraria con ben ventiquattro torri, le cui parti più antiche risalgono alle fortificazioni delle tribù illiriche del IV secolo a.C.
Delle oltre venti chiese che possedeva in origine, ne sono rimaste soltanto dodici.
La più affascinante è senz’altro la Chiesa della Dormizione di Santa Maria: una costruzione grandiosa del 1797, eretta sulle fondamenta di una basilica paleocristiana del X secolo.
Dedicata al culto ortodosso, accoglie il suo visitatore tra icone antiche, dipinte su metallo e legno e lo conduce fino al trono episcopale, al pulpito e ad una splendida iconostasi dorata, sormontata da curiose lampade fatte con uovo di struzzo, rivestite d’argento.
Attualmente ospita il Museo Onufri (aperto dalle 9.00 alle 14.00, dal lunedì al venerdì), il più famoso pittore di icone del Paese, vissuto nel XVI secolo.
Meritano una visita anche San Teodoro, la Chiesa della Trinità, San Nicola e Santa Maria di Blachernae, anche se spesso sono chiuse il personale del Museo vi indicherà volentieri dove abitano i custodi, permettendovi l’accesso.
Lasciando la Kalasa, in una villa settecentesca su due piani si trova il Museo Etnografico (aperto dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 16.00).
Al piano terra ci si aggira tra costumi tradizionali ed utensili quotidiani, al piano superiore si entra in una casa albanese d’inizio secolo: cucina, camera da letto, salotto, i pavimenti ricoperti da tappeti e stoffe, pizzi e stoviglie, distribuiti sui tavoli.
L’atmosfera così intima e raccolta fa si che ci si aspetti di veder comparire la padrona di casa per un the.
Il Magalem è un dedalo di viuzze in cui emergono minareti e madrasse e che protegge le tre moschee più importanti della città: la Moschea del Sultano, una delle più antiche del Paese che si
sia conservata, la Moschea di Piombo, cinquecentesca, che si erge sulla piazza principale, e che porta il nome del metallo che riveste le sue cupole, ed infine la Moschea degli Scapoli, costruita per
i garzoni di città e, appunto, gli scapoli all’inizio dell’Ottocento, le cui mura esterne, riccamente decorate, sono un vero spettacolo per gli occhi.
Un ponte pedonale ed uno a sette archi del 1780 ci portano a Gorica, la parte cristiana della città.
Saliamo oltre il confine cittadino in una pineta che racchiude i resti di un’antica fortezza il lirica che avrebbe bisogno di qualche restauro.
Scendendo incontriamo il Monastero di San Spiridone, una gradevole costruzione in pietra chiara, circondata da un lungo porticato e dedicata al santo ortodosso di umili origini che divenne vescovo di una piccola zona nord-orientale dell’isola di Cipro, fu uno dei promotori del Concilio di Nicea e alla sua morte venne santificato per l’opera pastorale e la sua vita esemplare.
Infine la chiesetta di San Tommaso, che per forma e dimensioni ricorda molto una cappella.
La troverete chiusa, come moltissimi altri edifici religiosi: nonostante vi sia nuovamente la libertà di culto, gli albanesi, forse per i cinquant’anni di ateismo di stato, non sono un popolo molto religioso.
Siamo tornati al punto di partenza, sotto di noi scorre l’Osum, è il suono dell’acqua che ci culla e ci saluta.

Comet scommette sull’Est Europa promozioni per tutti

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Comet propone le grandi città dell’Europa dell’est, come San Pietroburgo, Vilnius e Budapest, per il 2009.
La città costruita da Pietro il Grande ospita con soggiorno fino alla fine di marzo grazie a una serie di offerte speciali per volo da Roma e Milano più hotel (tre, quattro e cinque stelle) a partire da 170 euro con esclusione di tasse aeroportuali e visto.
Vilnius, capitale europea per il 2009, vi aspetta con due notti nella città lituana (volo più hotel cinque stelle e trasferimento dell’aeroporto con auto privata) a soli 310 euro, con partenze da Roma, Milano e Bologna.
Infine, tra le proposte più interessanti, un week-end a Budapest (volo da Roma, Milano e Venezia con soggiorno in hotel a cinque stelle), da venerdì a lunedì, a 320 euro.
“Per quanto ci riguarda – ha detto Mario Taddei, responsabile commerciale di Comet per l’Europa – le feste natalizie sono rimaste sostanzialmente sugli stessi livelli dell’anno scorso, nonostante la crisi. Ora l’incognita maggiore sarà verificare che cosa accadrà nei mesi che precedono i prossimi ponti vacanzieri”.

Viterbo Teatri dell’Est in festival

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E’ in corso a Viterbo la seconda edizione del Festival dei Teatri dell’Est.
La manifestazione, organizzata dal CUT (Centro Universitario Teatrale), riunisce artisti e scrittori da vari Paesi dell’Est Europa, Romania, Bulgaria, e Serbia.
Gli spettacoli, che proseguiranno fino al prossimo 8 novembre, si susseguono su varie scene cittadine, tra cui il Teatro dell’Unione e l’Auditorium del complesso di Santa Maria in Gradi, sede del rettorato.
Tra le compagnie, che vi partecipano, è presente l’Accademia di Arte Drammatica di Belgrado con ”Analfabeta”; il Teatro Nazionale Albanese Bylis Fier che presenta ”La Potestad”; la compagnia rumena Ariel Theater con ”The Text Above”.
”Il festival – spiega la curatrice della rassegna Valentina Spata – vuol essere anche un’occasione di coinvolgimento delle comunità straniere presenti nella Tuscia e nel Lazio, favorendo così l’integrazione e il dialogo tra culture, creando nuovi elementi di contatto e di solidarietà tra popoli di nazioni diverse”.

Albania le vergini giurate

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Sanie ha gli occhi di un turchese splendente, i capelli cortissimi, e veste come un uomo: nulla nel suo aspetto lascerebbe supporre che si tratta di una donna, se non fosse per quei sottili orecchini ai lobi, che sono rimasti, unico vezzo, simbolo di un passato ormai sepolto e dimenticato.
Sanie è una burrnesh, una donna che, giunta all’adolescenza, ha giurato davanti a dodici anziani del suo villaggio di rinunciare per sempre alla propria femminilità, che ha tagliato i capelli e si è scelta un nome maschile: così è cominciata la sua nuova vita.
Simbolo vivente di un costume antichissimo, disciplinato dal diritto tradizionale e dai Kanun, e localizzato in alcune zone montagnose dell’Albania settentrionale, del Kosovo e del Montenegro, di cui ormai restano pochissime tracce.
È stato calcolato che tra tutti questi Paesi le vergini giurate non siano più di qualche decina.
Riconoscerle a prima vista è difficile e senza un’inchiesta condotta da Antonia Young con il suo “Women become man”, questa tradizione sarebbe rimasta sconosciuta ai molti e privilegio di studio per pochi antropologi del settore.
Ma come sono nate queste figure sociali che mitologicamente ci riportano alle Amazzoni?
Secondo il diritto tradizionale, in particolare in quello albanese, la donna si trova in uno status di inferiorità rispetto all’uomo: è una proprietà del padre o del marito, per legge non le sono riconosciute capacità decisionali, il diritto di votare, ereditare o gestire il patrimonio famigliare, e, non essendo considerata una persona fisica a tutti gli effetti, non viene coinvolta né nella gestione della casa né nelle faide di vendetta.
In questo background sociale, fortemente machista, si inserisce la tradizione della vergine giurata, fenomeno propriamente albanese, che esula da questioni etiche o religiose.
La conversione, effettuata attraverso il giuramento, assume infatti una dimensione sociale prepotente, che fa acquisire alla donna uno status pari a quello dell’uomo: si arma, sceglie
un’ attività lavorativa maschile, può fumare, bere e mangiare con gli uomini nella stanza dove alle donne non è permesso restare.
Inoltre acquisisce il diritto di votare, vendere, comprare e gestire proprietà, nonchè partecipare alle guerre e alle vendette tra i clan.
Anche se non mancano gli episodi di donne che hanno deciso liberamente di vivere come uomini, per sfuggire ad una vita di sottomissione, o per nascondere l’omosessualità, inaccettabile tabù sociale, raramente si è trattato di una scelta consapevole.

Albania benvenuti a Korça

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Situata nel cuore meridionale del Paese, ad 853 metri sul livello del mare e protetta dalle montagne che la circondano, Korça è un grazioso agglomerato urbano dal centro storico con i tetti di ardesia, che dista circa quattro ore dalla capitale.
L’aspetto attuale è dovuto riammodernamento di epoca ottomana, quando la città, conquistata dai turchi nel 1440, divenne fiorente e conosciuta per la fabbricazione dei tappeti,e per un bazar (oggi preservato come monumento nazionale),crocevia degli scambi verso l’Asia.
Il centro storico, racchiuso tra Shen Gjergji and Republika Bulevardi, è piccolo e grazioso, e ha preservato la propria integrità, nonostante i grandi lavori dell’edilizia popolare socialista.
Il vero gioiello della città rimane senz’altro il Museo d’Arte Mediovale Albanese, un piccolo scrigno che protegge e racchiude quanto è stato possibile salvare dai saccheggi delle Chiese durante la rivoluzione culturale.
La galleria principale raccoglie una bella collezione di icone, risalenti ad un periodo compreso tra il 1200 e il 1800, oltre a copertine in argento di Bibbie, gradali, crocifissi ed iconostasi istoriate.
Un’altra galleria ospita sculture paleocristiane in pietra, provenienti da Butrinti, Apollonia e da altri siti archeologici del Paese.
Pur essendo una cittadina tranquilla, offre molte attrattive ai turisti, su tutte la sua quiete e il suo aspetto deliziosamente trascurato, ossia quanto è rimasto di un’ rurale, fuori dal tempo e dallo spazio.