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Albania

L’altro Adriatico la cucina albanese

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La cucina albanese, ricca e gustosa, ha una tradizione millenaria.
All’ora di cena si sprigionano dalle case e dai ristoranti profumi antichi: l’agnello, nelle versioni arrosto, stufato, o alla brace, domina su tutti gli altri, così come il kebab, le scaloppine di vitello e delle gustose polpette aromatizzate alle erbe (qoftë) .
Si consumano spesso anche le interiora degli animali, che compaiono nei piatti tradizionali, come il Fërgesë Tiranä, una sorta di stufato che mescola le interiora appunto, con uova e pomodori e le cuoce nella terracotta.
Sorprendentemente i prodotti sono tutti rigorosamente biologici.
Non è una scelta ecologica, ma economica: i contadini non hanno denaro a sufficienza per permettersi i pesticidi e i grandi allevamenti si contano sulla punta delle dita.
Maggiore attenzione va rivolta al latte, soprattutto se si consuma fresco: in Albania non viene pastorizzato e malattie come la tubercolosi e la brucellosi, debellata da noi, sono molto diffuse tra i bovini.
In un Paese che privilegia la carne anche i vegetariani possono alzarsi da tavola soddisfatti: il formaggio è ottimo, soprattutto quello di pecora e di capra, così come i piatti di verdura, come la delicata moussaka di cavolfiore, o le verdure alla turca, dove in un solo piatto si trovano pomodori, peperoni, melanzane, fagioli e patate.
Non si consumano dessert a fine pasto: gli albanesi sono soliti concludere con il Raki, un liquore piuttosto forte a base di uva o di gelso, maki Raki.
La viticoltura ha lunga tradizione storica anche in questo Paese che risale ad oltre tremila anni fa.
I vini non sono raffinati, come potrebbero esserlo quelli italiani o francesi, ma sono corposi e ricchi di gusto ed accompagnano perfettamente il pasto.I più noti sono il Kallmet, il Merlot e il Rilinaja, bianco e dolce.

Finanziamenti italiani per l’Europa dell’Est

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Non verranno meno i finanziamenti italiani verso progetti culturali nell’Europa dell’Est, sotto il coordinamento dell’Ufficio Unesco di Venezia.
L’ha detto il sottosegretario al ministero per i Beni e le Attività culturali, Francesco Maria Giro, presente a Bucarest alla quinta conferenza ministeriale per il patrimonio culturale nel Sud-Est europeo.
Il Programma riunisce sotto la supervisione italiana nove Paesi membri ed è indirizzata verso Albania, Bulgaria, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Macedonia, Moldova, Montenegro, Romania e Serbia, per facilitare gli scambi e i contatti culturali con questa nuova parte di Europa, sempre più vicina.
Dal 2004 ad oggi l’Italia ha contribuito con 800.000 euro per finanziare sei grandi progetti: un libro fotografico sugli itinerari culturali in Bosnia- Erzegovina, una mostra sui Traci in Bulgaria, la mappatura archeologica dell’Albania, una pubblicazione sull’arte macedone, un programma di promozione turistica in Transilvania, nonché una guida ai musei macedoni.
”Con questi soldi abbiamo sostenuto anche un corso di formazione per i dipendenti dei ministeri della cultura dei Paesi partecipanti all’esercizio”, ha detto Giro, precisando che ‘’stiamo valutando di finanziare l’esercizio del prossimo anno con un finanziamento non inferiore a quelli precedenti. Il contributo complessivo di tutti i dieci Paesi dovrebbe superare i cinque-sei milioni di euro.
Con il Patto sottoscritto a Bucarest, i dieci Paesi s’impegnano a contribuire insieme ad alimentare ulteriori progetti, in Montenegro, Romania, Croazia, già in fase di lancio, e dei progetti in Bulgaria Macedonia, Serbia e Moldova in via di definizione”.
Ognuna delle nazioni interessate da questo programma di sviluppo sta provvedendo ad inserire nel proprio budget finanziamenti analoghi

Atene riconoscimento dei passaporti kosovari

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Secondo fonti ufficiali Dimitris Moschopoulos, ambasciatore di Atene a Pristina, ha comunicato venerdì al Primo Ministro kosovaro, Hashim Thaçi, la decisione del governo greco di riconoscere i passaporti del neonato stato kosovaro, nell’ambito di un incontro sulle relazioni e la cooperazione tra i due paesi.
Nonostante Atene non abbia ancora riconosciuto l’indipendenza kosavara, da questa settimana i cittadini kosovari muniti del nuovo passaporto possono viaggiare anche in Grecia.
“Aspettiamo giorni migliori, in modo che anche la nostra presenza in Grecia sia cospicua come negli altri paesi occidentali. Per questo motivo, le relazioni tra il Kosovo e la Grecia si consolideranno sul piano diplomatico, politico, economico e educativo” ha dichiarato il Primo Ministro Thaçi, aggiungendo che, su richiesta di Dora Bakoyannis, Ministro degli Esteri greco, il Kosovo può aprire una propria Missione Diplomatica anche ad Atene.
Il governo greco ha ribadito la disponibilità del proprio Paese all’intensificazione dei rapporti economici, politici, culturali e commerciali con il nuovo vicino.
Il Kosovo ha proclamato l’indipendenza dall’ Albania il 17 febbraio scorso ma fin’adesso solo 47 paesi l’hanno riconosciuto. Questa settimana si attende che due paesi confinanti, la Macedonia e il Montenegro, riconoscano l’indipendenza kosovara.

Albania basta visti entro il 2009

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Grandi novità per i viaggiatori e i turisti in transito verso l’Albania e verso i Paesi dei Balcani occidentali.
Entro il 2009 probabilmente i cittadini europei potranno visitare l’Albania senza necessità di visto, mentre gli albanesi potranno muoversi liberamente sul territorio comunitario.
L’annuncio viene direttamente dal Ministro degli Esteri albanese, Lulzim Basha.
Il governo albanese vorrebbe vedere realizzato l’accordo stipulato tra l’Unione Europea e gli stati dei Balcani Occidentali in materia di liberalizzazione dei visti,creato con l’intento di normalizzare le relazioni con i Paesi dell’area.
Dal gennaio dello scorso anno vanno avanti queste trattative, intraprese dall’ Ue anche con Serbia, Montenegro e Macedonia, che prevedono però dei requisiti fondamentali come l’introduzione delle carte d’identità biometriche e l’impegno alla lotta alla criminalità organizzata.
Già da quest’anno comunque, alcune categorie di cittadini albanesi, studenti, giornalisti e manager, hanno dell agevolazioni per ottenere i visti verso i paesi della comunità europea

In vacanza nel paese delle aquile

Più di mezzo milioni di stranieri si sono recati per turismo in Albania nell’estate 2008, secondo i dati raccolti dalle autorità albanesi, molti l’hanno inclusa come escursione giornaliera dalla vicina Grecia e dal Montenegro.
Gli anni bui dell’isolamento internazionale sembrano essere definitivamente finiti e l’estate 2008 ha segnato un bilancio ben più che positivo, che di gran lunga ha superato le cifre rilevate negli ultimi cinque anni.
Mete preferite dei vacanzieri d’oltreadriatico sono state senz’altro il mare e la costa meridionale del Paese da Durazzo a Saranda.
Decisamente meno affollate le coste settentrionali.
In generale tutta questa parte del Paese, nonostante le splendide montagne e le opportunità che offre, è poco esplorata dagli stessi albanesi, che invece preferiscono il caldo ventilato del sud, con le sue acque cristalline.
Non è mancato nemmeno il turismo mordi e fuggi, concentrato per lo più nelle città d’arte: la più visitata Kruja, seguita a ruota da Berat, inclusa nella lista dei patrimoni Unesco, quindi Argirocastro, Butrinti ed Apollonia.
Secondo dati ufficiali tra i turisti sono ben rappresentate quasi tutte le nazionalità, in particolar modo di provenienza nord-europea o dai paesi dell’ex blocco sovietico.
Decisamente meno numerosi gli italiani, nel complesso piuttosto timorosi a muoversi verso mete insolite.

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