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Armenia

Turismo spirituale, l’Armenia rilancia

L’Armenia vuole rilanciare il turismo nel proprio Paese,e lo fa cercando di valorizzare quelle nicchie di mercato poco sfruttate, come il turismo spirituale. Lo rende noto l’Ente turistico che sta preparando una brochure chiamata  “Armenia spirituale”, che contiene una guida agli usi, alle tradizioni e ai siti religiosi del paese. La volontà di diversificare l’offerta nasce con il dichiratao obiettivo di dare un nuovo impulso al turismo religioso e spirituale, considerato a ragione uno dei punti forti dell’Armenia, (prima nazione al mondo ad adottare il cristianesimo come religione di stato nel 301) che vanta un antico e prezioso patrimonio di architettura e arte cristiana.
Per chi fosse interessato a conoscere questo paese poco noto ai flussi turistici sono disponibili la tradizionale brochure “Armenia, antica ed emozionante”, la mappa e la “Miniguida Armenia”, un opuscolo pensato per fornire tutte le informazioni pratiche sulla destinazione agli operatori e al pubblico italiano, che è possibile stampare, caricare sul proprio sito web o inviare via email. Su richiesta, l’ente fornisce ai tour operator i file grafici per la stampa delle brochure da personalizzare con il proprio marchio.

Armenia:visti più facili

Cadonpo altre barriere in tema di visti e viaggiare diventa ancora più semplice.L’Ente del turismo dell’ ha reso noto che è disponibile da poco tempo un nuovo visto di entrata per il paese valido 21 giorni al costo di 3.000 Dram (circa 6 euro), che sostituisce il modello precedente ,o della durata di 120 giorni al costo di 15.000 Dram (ca. 30 euro). Inoltre, da maggio non è più necessario pagare la tassa di uscita dal paese prima di effettuare il check-in, in quanto è stata inserita direttamente nelle tasse del biglietto aereo.
Intanto a Jerevan, la capitale, sta per essere inaugurato il 534° hotel della catena internazionale Hilton. Il complesso, un “Hilton Gardenn Inn” 3 stelle, si estenderà su due ettari, conterà 202 stanze e 40 appartamenti ed includerà un centro congressi. L’hotel sarà situato sulla strada che collega la capitale all’Aeroporto Internazionale di Zvartnots.

A Yerevan con Armavia

Con l’ ti si apre davanti agli occhi tutto un mondo, nuovo e diverso. E’ una terra millenaria e bellissima, costellata di chiese e monasteri arroccati sulle montagne. E poi Yerevan, che emerge rosa pallida dalle rocce all’ora del tramonto, perfetto sincretismo tra conservazione artistica e modernità. Denominata la Parigi dell’Est stupisce, anche se molti dei suoi antichi capolavori sono andati perduti nel rigore costruttivo sovietico.Ora è in pieno fervore costruttivo, con cantieri aperti un po’ ovunque che le doneranno un’aria moderna ed europea. Raggiungerla poi sarà ancora più facile e ad un prezzo più vantaggioso:, una compagnia aerea armena con base all’aeroporto di Yerevan-Zvartnots ha annunciato nuovi collegamenti diretti tra Roma e Yerevan a partire dal 15 luglio, con partenza ogni mercoledì.
La tratta servita è da Airbus A319 con partenze da Yerevan alle 08:50 locali e arrivo a Roma alle 10 italiane, e partenze da Roma alle 11:20 e arrivo a Yerevan alle 18:10. Aspettiamo il sito in inglese per la prenotazione dei biglietti.

Viaggio in Armenia il paese degli uomini di dio


Sono i khatchkhar, le croci di pietra a misura d’uomo, ricamate nel tufo, ad accompagnare il passo del viaggiatore alla scoperta di questo paese e a sottolineare la profonda identità religiosa, simbolo di unità nazionale, di questo popolo, disperso dalla diaspora.
Incastonata nel Caucaso Meridionale, tra Turchia, Georgia, Iran e Azerbaijan, è una terra antica: la formazione del regno di Urartu è citato anche nella Bibbia e datato attorno al 980 avanti Cristo.
Questa storia ricca di secoli, il cristianesimo, adottato come religione di stato nel 301 d.C. per volere di Tiridate III, e la creazione di un proprio alfabeto nel quinto secolo, che ha favorito lo sviluppo della letteratura e delle scienze, sono i fattori che hanno forgiato il forte senso di appartenenza degli Armeni alla propria comunità, rimasto immutata anche durante i settant’anni di dominazione sovietica.
Della Grande non rimane molto, il suo vasto territorio è stato spartito nel corso dei secoli tra i paesi confinanti, persino il Grande Ararat (Masis, Madre Cima 5165 metri), la montagna biblica su cui si dice si sia fermata l’Arca di Noè dopo il Diluvio Universale, e il Piccolo Ararat
( Sis, Cima, 3925 metri) che svettano nella bandiera nazionale, sono in terra turca.
Ciò che rimane è un unico immenso museo all’aria aperta .
Su una superficie di trentamila chilometri quadrati si possono trovare oltre quattromila monumenti storici, alcuni patrimonio dell’Unesco, che testimoniano l’intera storia dell’umanità dalla preistoria all’epoca ellenistica, dalla prima epoca cristiana a quella medioevale: caverne antiche, templi, chiese, monasteri, biblioteche, le meravigliose “cattedrali di cristallo” al riparo nei boschi, tutto dimostra la straordinaria abilità di architetti ed ingegneri armeni nell’inventare strutture antisismiche perfettamente funzionali, fin dal quinto e sesto secolo dopo Cristo.
Ma questo non deve ingannare.
L’ non offre solo turismo culturale.
La campagna circostante toglie il fiato: montagne innevate ed altissime si alternano a vallate rigogliose e fertili, che in primavera si ricoprono di fiori ed orchidee selvagge, canyon e fiumi sono intervallati da pascoli e boschi.
Il lago Sevan, situato a 1900 metri di altezza sul livello del mare, per esempio, è uno dei laghi di montagna più grande del mondo e in estate è meta dei cittadini della capitale che cercano refrigerio lungo le sue rive.
L’, il paese degli uomini di Dio (Hayastan, in lingua locale), è una terra speciale, in cui la religione è puro misticismo, in cui la cordialità e la mitezza della gente hanno un sapore antico, che non può non conquistare.
Non resta che prenotare il proprio volo, certi di un viaggio economico:Myair ha infatti annunciato che aumenterà le tratte verso , capitale del Paese, per la prossima estate 2009.
E mi raccomando non dimenticate visto e passaporto!

Un viaggio nella cucina armena

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Si comincia sempre con qualche diffidenza: la ? boh…chi l’ha mai presa in considerazione?
Eppure dopo averla provata (a Milano c’è il buonissimo “”) non solo sono stati sciolti tutti i miei dubbi in proposito ma mi è venuta voglia di saperne di più.
E’ una cucina ricca, gustosa, certamente più adatta ad un clima freddo, piuttosto che al nostro solleone, ma utilizzando ingredienti che si trovano quotidianamente sulle nostre tavole, crea sapori nuovi ed inconsueti, abbinamenti a cui nemmeno avremmo pensato.
Che ne dite per esempio del riso dolce con la frutta servito come primo?
Quando in libreria ho trovato “La cucina d’, viaggio nella cultura culinaria di un popolo” è il libro frutto dei suoi sforzi (Ponte alle Grazie, 272 pagine, 18,60 euro) e l’ho preso al volo, scoprendo con piacere che non ci sono solo ricette di cucina.
Nel libro ci sono, pronti per essere sperimentati e gustati, gli ingredienti e i piatti della tradizione (130 preparazioni), accompagnati dalla ricostruzione della vita quotidiana in terra d’ – luoghi, usi, proverbi, leggende e ricorrenze religiose e civili – in un repertorio in cui il piglio rigoroso della studiosa, Snya Orfalian, si stempera nei ricordi, richiamando luoghi e figure di famigliari e amici, magari lontani.