Dal Cristo Velato ai Quartieri Spagnoli: una passeggiata nel centro storico di Napoli

CondividiShare on Facebook15Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0Pin on Pinterest0Email this to someone

Se stai facendo un pensiero sulla tua prossima gita a Napoli, ho un itinerario da consigliarti davvero speciale. Una passeggiata (indossa scarpe comode, mi raccomando) che, partendo da piazza San Gaetano, ti porta nel cuore della Napoli più tipica, quella dei Quartieri Spagnoli.

Se non sei mai stato a Napoli per un weekend, prenota subito: puoi vedere davvero tante cose che ti faranno innamorare immediatamente di questa città. Oltre al sole ed al mare, Napoli è ricca di tesori (nemmeno troppo) nascosti che ti regaleranno giorni da favola. Hai già visto il centro storico di Napoli in una delle trasmissioni della BBC o in qualche video di qualche amico su Facebook e ora hai tanta voglia di respirare quell’aria di tradizione e di folklore che non si trova da nessun’altra parte al mondo. Bene! Partiamo subito con un itinerario che ti porterà attraverso i misteri della Napoli Sotterranea e – risalendo dal ventre della città – ti potrai concedere una pausa per una sfogliatella e magari assaggiare qualche piatto tipico nei locali che popolano i Quartieri Spagnoli.

Una passeggiata nella passeggiata: il Centro Storico di Napoli

Il centro storico di Napoli è un vero museo a cielo aperto. Così viene definito da numerose guide turistiche, tra le più importanti al mondo. Un luogo talmente ricco di storia e di fascino da essere dichiarato patrimonio dell’umanità e quindi sito UNESCO. Una vera meraviglia, tra le cose da fare assolutamente almeno una volta nella vita. Scommettiamo?

Partendo da piazza Garibaldi – se arrivi in treno a Napoli – la linea 1 della Metropolitana cittadina ti porterà a Piazza Municipio. Qui l’itinerario può cominciare con la visita a Castel Nuovo – conosciuto maggiormente come Maschio Angioino. La strada prosegue verso Piazza del Gesù Nuovo dove puoi visitare l’omonima chiesa del Gesù Nuovo e la bellissima chiesa di Santa Chiara ed il suo chiostro maiolicato, famoso in tutto il mondo per la sua particolarità. Proseguendo su via Benedetto Croce puoi trovare tanti negozietti e botteghe tipiche dove acquistare un simpatico souvenir di Napoli o i più tipici dolci come l’originale pastiera napoletana o assaggiare il limoncello locale. Insomma, attenzione alla linea quando passeggi per i decumani!

Percorrendo tutta la strada – tra pause dolci e salate – non si può non ammirare la piccola ma suggestiva piazza San Domenico. Continuando, a destra si trova via Mezzocannone (che conduce alla cosmopolita via dello shopping Corso Umberto I) mentre proseguendo dritto si arriva a San Gregorio Armeno, la via dei pastori. Qui, anche se il Natale è lontano, si percepisce tutta la magia del folklore della produzione artistica napoletana: il presepe.

Cristo Velato e Cappella San Severo a Napoli 

Percorrendo tutta la salita della strada dei pastori ti ritroverai in una piazza che ti lascerà a bocca aperta. Benvenuti a Piazza San Gaetano! Qui puoi accedere ad una delle opere che il genio umano (e napoletano) hanno mai concepito: la meraviglia del Cristo Velato.

Quest’opera è ospitata nella navata centrale della Cappella San Severo che, assieme alla statua, sono di quanto più particolare Napoli possa offrire. La statua, infatti, prima commissionata ad Antonio Corradini – già autore della “Pudicizia” – viene realizzata da Giuseppe Sanmartino. Il principe Raimondo di Sangro, meglio conosciuto come il Principe di San Severo, è un mecenate napoletano che – leggenda vuole – a metà tra un’alchimista ed un’artista. Un binomio che porta il principe a volere una statua di marmo scolpita a grandezza naturale che rappresentasse il Cristo nell’atto della morte, coperto unicamente da un “velo” di marmo. Un sudario di marmo e passione che, ancora oggi, lascia davvero senza fiato per la sua verosimiglianza con un corpo umano nell’attimo della morte.

Un’opera davvero straordinaria che svela tutta la potenza evocativa del Barocco: le tracce delle torture inflitte al corpo, il sudario che sembra fatto di vero tessuto. Insomma, più di una fotografia fatta di marmo ed arte. Persino Antonio Canova restò sbalordito da tale bellezza!

Le storie e le dicerie sul Cristo Velato e sul principe di San Severo si sprecano. La raffinatezza e la veridicità dell’opera sono tali da aver aizzato un vespaio sulla sua realizzazione. Dal velo troppo “vero” al fatto che Raimondo di Sangro avesse addirittura poteri soprannaturali tali da fermare nel tempo e nello spazio la morte. Insomma, l’aura di magia e di mistero a Napoli non manca mai.

Il Cristo Velato, però, non è la sola attrazione fuori dall’ordinario della Cappella San Severo. Ci sono anche gli scheletri pietrificati della Cappella San Severo ed altre statue ed affreschi ad alimentare le storie sul Principe e le sue inclinazioni “artistiche”. Il principe alchimista, infatti, incarica il Dottor Salerno – noto medico dell’epoca – per preparare i due scheletri per l’impianto del sistema cardio-circolatorio da lui creato come fedele testimonianza dell’architettura della natura! Fil di ferro e cera colorata (almeno a quanto sostengono le analisi effettuate) sono gli elementi che rendono questi due scheletri tanto realistici. Delle vere e proprie macchine anatomiche barocche: due meraviglie dell’ingegneria napoletana.

Oltre alle macchine anatomiche del Principe, la cappella San Severo ospita anche altre opere ed affreschi. Due statue spiccano su tutte le altre attrazioni per la loro bellezza: la Pudicizia Velata di Antonio Corradini – autore anche di una prima “bozza” del Cristo Velato, – che rappresenta la madre del principe di Sangro e l’altra affascinante opera di Francesco Queirolo, Disinganno, è dedicata alla vita sregolata del padre. Il protagonista è un uomo che cerca di andare incontro alla fede (la madre del Principe) scappando dalla rete del peccato. Antonio di Sangro, infatti, si ritira in convento dopo una vita poco ortodossa.

Cappella San Severo, insomma, raccoglie davvero la storia di una famiglia – i Di Sangro – e delle loro passioni. Ancora una volta Napoli è la culla e la tomba della tradizione che si mischia sapientemente con l’innovazione e con il folklore di un popolo che ama, conquista e devasta. E’ proprio il caso di dirlo.

Dove mangiare la vera pizza napoletana 

La domanda che ti starai facendo a questo punto del tour sarà sicuramente “dove mangiare la pizza al centro storico di Napoli?” con tanto di faccina triste per la fame e brontolio allo stomaco per i tanti passi fatti (ti avevo detto di mettere scarpe comode qualche riga più su). Ecco un elenco puntato delle pizzerie più famose di Napoli tra cui scegliere per assaggiare la vera pizza napoletana se sei arrivato a via dei Tribunali:

  • Pizzeria Di Matteo: accogliente ed informale, è tra le migliori pizzerie di Napoli. La trovi a Via dei Tribunali, 94 tra tavoli di formica ed i prezzari appesi alle pareti. Pizze, pizze fritte e fritturine qui sono di casa!
  • Gino Sorbillo a via dei Tribunali 32 trovi la pizzeria storica a Napoli per eccellenza. Adatto ai bambini, accogliente ed informale la pizza qui è davvero ottima.

  • Pizzeria Attanasio: altro locale storico a Napoli dove mangiare un’ottima pizza è Attanasio. Un ambiente tranquillo e casually è davvero un piacere mangiare qui.
  • Pizzerie Vesi: le trovi un po’ sparse in giro per il centro storico, sono veri e propri templi della pizza a Napoli, soprattutto per quella a portafoglio da mangiare hit et nunc. Una margherita al volo o al tavolo sono le opzioni che offrono in via San Giacomo dei Librai oppure a Spaccanapoli. Una pizza napoletana originale da gustare tra il sapore di vintage sotto gli occhi vigili di Pulcinella.

E se hai poco tempo? Fermati lungo il percorso che ti suggerisco una sosta per una pizza a portafoglio, altro grandissimo classico della cucina napoletana, una vera chicca di street food per gli appassionati.

Quartieri Spagnoli: la Napoli che non ti aspetti 

Il tuo tour nel centro storico di Napoli ti ha portato fino a via dei Tribunali. Da qui in poi le attrazioni turistiche di certo non mancano: dopo aver assaggiato la pizza napoletana per eccellenza in locali come Di Matteo o allo storico Presidente (o, vicinissima al Museo Filangeieri, la pizza della Figlia del Presidente accompagnata dall’immancabile frittatina). Alla fine dei Tribunali il decumano incontra via Duomo. Dal nome si evince subito la prima donna: il Duomo di Napoli campeggia orgoglioso tra vecchi palazzi ottocenteschi in un trionfo di marmi e opere d’arte. Qui puoi osservare il tesoro di San Gennaro e – se capiti a Napoli nel periodo giusto – potresti assistere anche al famoso fenomeno dello scioglimento del sangue di San Gennaro. Folklore e fede si miscelano sapientemente a Napoli.

La tua passeggiata può proseguire a questo punto verso via Toledo, proseguendo fino alla fermata di Museo (che si chiama così per la presenza del Museo Archeologico Nazionale,da visitare se hai una giornata intera a disposizione) che ti porterà alla stazione di Toledo. Fuori dal comune per la sua inaudita bellezza architettonica, la stazione di Toledo è considerata la più bella stazione metropolitana d’Europa – per un napoletano, del mondo. Questo ti dà la possibilità di arrivare direttamente all’accesso ai Quartieri Spagnoli, la Napoli che (davvero) non ti aspetti.

Quartieri Spagnoli: un viaggio tra i vicoli 

I Quartieri Spagnoli rappresentano davvero il cuore della Napoli più autentica, forse più del centro storico della città. Il nucleo della città è costituito da tre quartieri: San Ferdinando, Montecalvario ed Avvocata. Costruiti attorno al XVI come guarnigione militare (ndr. spagnole) per sedare le rivolte che quotidianamente gli scugnizzi napoletani facevano insorgere tra le fila del popolo napoletano.

Oggi rappresentano una vera cartolina di Napoli nel mondo. L’ingresso ai Quartieri Spagnoli, da via Toledo, con quei festoni di plastica e carta colorata – tanti a forma di cuore con frasi che ti fanno innamorare di Napoli al primo sguardo – dona davvero la sensazione di accedere a qualcosa di magico e di unico, di intimo e riservato a pochi. Insomma, quando si fa il proprio ingresso ai Quartieri Spagnoli pare quasi che la città intera ti abbracci.

Pittoreschi, ricchi di tradizione e dal carattere culturale unico al mondo probabilmente, i Quartieri Spagnoli raccontano Napoli e la sua storia come poche altri luoghi in Campania. I panni stesi al sole tra i ballatoi dei palazzi d’epoca, i vicoletti stretti dove ci entra giusto una lenza di sole (tradotto: giusto un po’ di sole), le piccole botteghe artigiane, le osterie tipiche come Nennella. Non dimenticare, poi, i bassi napoletani: le tipiche abitazioni del centro storico della città dove si respira la vera Napoli. Scale molto alte, porte-finestre con affaccio direttamente sul vicolo e grossi stanzoni ricavati al piano basso dei palazzi (da qui il nome con cui sono conosciuti).

Chiesa di San Carlo alle Mortelle 

I Quartieri Spagnoli non sono solo il simbolo del Made in Naples più originale ma sono anche un luogo dove è sentita particolarmente la devozione per la Madonna ed i Santi della Chiesa Cattolica. Sono infatti numerose le chiese presenti nel reticolo di vicoli e vicoletti dove basta un solo attimo per perdersi e non trovare più la strada per la chiassosa via Toledo.

Tante le chiese dei Quartieri Spagnoli: la Chiesa dell’Immacolata Concezione e Purificazione di Maria de Nobili e la più conosciuta Chiesa di Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe, sono solo due esempi di quanto la religiosità radicata nel dna napoletano abbia influenzato architettura e cultura locale. Da visitare sono anche la chiesa di Santa Maria del Rosario e la chiesa di Santa Maria della Concordia. Impossibile, poi, dimenticare la caratteristica Chiesa di Santa Teresella degli Spagnoli: un piccolo gioiello da osservare per ore!

Una delle chiese più amate dai turisti e dai napoletani, poi, è la Chiesa di San Carlo alle Mortelle. Dopo quasi 10 anni di chiusura al pubblico, infatti, la chiesa riapre donando di nuovo un importante sito barocco alla città di Napoli. Una delle principali attrazioni dell’epoca, la chiesa ha subito un grave stato di abbandono negli anni a causa delle forti piogge che avevano fatto sprofondare il pavimento di quasi 5 metri. Napoli, si sa, poggia su numerose grotte vuote che occupano tutto il sottosuolo cittadino e che, purtroppo, si fa portatore di un pericolo per i siti museali più “anziani”. La chiesa di San Carlo alle Mortelle è però rinata ed è pronta ad essere invasa da napoletani e turisti. La si trova in vico delle Mortelle.

Sei pronto per il tuo weekend a Napoli o hai intenzione di visitare anche le isole flegree (come Capri)?!

CondividiShare on Facebook15Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0Pin on Pinterest0Email this to someone

Cora Francesca Sollo

Digital Strategist innamorata (persa) del digitale. Aiuto le piccole aziende a raccontarsi in rete attraverso la comunicazione morbida. Credo negli abbracci digitali che diventano reali e che il mondo sia una giungla ma se sei strategicamente te stesso e sorridi forte (forse) ti salvi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *