La Scala Fenicia a Capri: un capolavoro scolpito nella roccia

L’isola delle sirene non smette mai di stupire. Tante sono le bellezze da scoprire in questa perla del Mediterraneo. Ci tesori nati dall’estro di madre natura come la Grotta Azzurra e i Faraglioni. Poi, ci sono meraviglie scolpite dalla mano dell’uomo. Opere che sorprendono per la loro imponenza. Imprese create nell’antichità che ancora appaiono impossibili.

Sto parlando della Scala Fenicia a Capri, una gradinata dalla forma serpentina e intagliata nella roccia della montagna. Con i suoi 921 scalini si snoda dal porto di Marina Grande fino al secondo comune dell’isola, Anacapri. Di sera, da Marina Grande puoi vederla illuminata dalle luci e dalla luna. L’impressione è quella di salire verso il paradiso.

La Scala Fenicia a Capri: la storia

La Scala Fenicia fu costruita intorno al VII e VI secolo a.C. Il nome le fu dato in seguito all’errata convinzione che l’isola di Capri fosse stata colonizzata dai Fenici. In realtà, i Greci furono gli unici autori di questo capolavoro. Non c’è alcun dubbio: molti gradini sono stati incisi nella roccia viva con una tecnica tipica delle isole del Mar Egeo. Dopo la gradinata fu ristrutturata dai Romani, in epoca medioevale e nel 1998.

Perché la scala Fenicia è così importante? fu l’unico collegamento tra Marina Grande, Capri e Anacapri. La popolazione la percorreva per portare generi alimentari, materiali edili e acqua -ricavata dall’unica sorgente di via Truglio a Marina Grande – nelle parti alte dell’isola. A svolgere questo lavoro erano soprattutto le donne anacapresi: trasportavano enormi fardelli sulla propria testa senza perdere l’equilibrio, suscitando ammirazione.

Poi, nel 1877 tutto cambiò. Una lingua d’asfalto percorse le pendici di Monte Solaro, fu inaugurata la strada carrozzabile che unisce i due Comuni di Capri e Anacapri. Così gli abitanti dell’isola smisero di avventurarsi lungo i suoi faticosi gradoni, preferendo le carrozze e poi le automobili.

La Cappella di Sant’Antonio

A valle della strada carrozzabile – sotto la rupe di Capodimonte e nei pressi del comune di sopra – la Scala Fenicia a Capri passa vicino alla Cappella di Sant’Antonio, patrono di Anacapri. Questo monumento, scarno ma essenziale, fu edificato nel Seicento ed è conosciuto anche come la chiesa dei marinai.

Cappella di Santo Antonio, vicino Scala Fenicia a Capri
PH: Davide Esposito

Qui i familiari dei pescatori anacapresi si riunivano per pregare. Chiedevano protezione per i propri cari esposti di continuo a tempeste e minacce dei pirati.

Per approfondire: il sentiero del Pizzolungo a Capri, intreccio tra storia e natura.

Il Percorso della Scala Fenicia

La Scala Fenicia comincia dal porto di Marina Grande nella contrada Torre. Segui via Palazzo a Mare, sulla destra troverai alcuni gradini e una maiolica che indicano l’inizio del percorso. Le scale sono dolci poi diventano alte.

Il mio consiglio? Indossa scarpe comode e porta con te una bottiglia d’acqua, dovrai camminare molto. Ma la stanchezza sarà presto dimenticata di fronte alla bellezza.

Panorama Scala Fenicia a Capri
PH: Davide Esposito

Avvolto dalla natura, man mano che ti arrampichi verso l’alto, potrai ammirare uno dei panorami più belli dell’isola: il centro abitato di Capri e il Golfo di Napoli. Il mare ti sembrerà un lenzuolo di seta blu, le terre emerse dei ricami preziosi e il cielo si confonderà con le acque, offrendo altri toni di colore.

Durante il tragitto scorgerai delle croci intagliate nella pietra. Questi simboli furono opera dei religiosi di Capri per invocare la protezione divina e tutelare i passanti dalla caduta di massi dalla montagna. Ora non corri nessun rischio, ci sono delle solide reti metalliche a prevenire il crollo di queste pietre.

Alla fine della Scala Fenicia arriverai ad Anacapri. Supera il tunnel e osserva i resti in muratura dell’antica porta del paese. Un tempo quest’ingresso veniva chiamato Porta della differenza. Motivo? Segnava il confine tra Capri e Anacapri e anche le rivalità che intercorrevano tra i due comuni.

Porta di Anacapri vicino alla Scala Fenicia a Capri
PH: Davide Esposito

Vuoi concludere in bellezza? Supera l’antica porta e fermati per una visita a Villa San Michele, dimora del medico svedese Axel Munthe.

Curiosità: lungo la Scala Fenicia a Capri il monaco cistercense Paolo Boccon, botanico del Granduca di Toscana, trovò alcune piante di impareggiabile bellezza. Gli esemplari furono inseriti nel suo Museo di piante rare di fine Seicento.

Tu hai vistato la Scala Fenicia a Capri?

La scala Fenicia a Capri è un piccolo viaggio nel passato. Ma non solo. È una scalata che ti guida alla scoperta della natura e della storia. Una volta che sarai giunto alla fine avrai negli occhi e nell’anima un pezzo dell’isola che non tutti riescono a scoprire. Ora tocca a te. Tu hai mai visitato la Scala Fenicia? Lascia la risposta nei commenti.

Marilena D'Ambro

Giornalista, blogger e webwriter. Scrivo per diversi blog tra cui: SEOchef, HostingVirtuale e LogicalDOC – Gestione documentale facile. Non inizio la mia giornata senza un buon caffè e una passeggiata immersa nella natura in compagnia del mare.

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