Da Piazza Dante a Port’Alba: una passeggiata tra libri e poesia

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Stai trascorrendo una vacanza a Napoli e vuoi un suggerimento su quali percorsi culturali ed gastronomici scegliere? Oggi ti porto da Piazza Dante a Port’Alba!

Hai già pianificato gli itinerari che percorrerai una volta a Napoli durante la tua vacanza?

Dopo averti suggerito un viaggio fin dentro il ventre di Napoli e una passeggiata dentro i Quartieri Spagnoli, oggi voglio parlarti di un classico che piace a tutti, ti porto da Piazza Dante a Port’Alba. Sei un’appassionata di letteratura ed un’amante della tradizionale pizza napoletana? Benissimo, qui potrai rifocillarti leggendo il tuo romanzo preferito in una delle tante pizzerie della zona, immerso in un percorso di arte, cultura e tradizione napoletana come pochi in città.

Piazza Dante

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Usciti alla fermata “Dante” della linea metropolitana collinare (la “gialla” o metro 2) ti ritroverai subito sotto l’arcigno sguardo di Dante che ormai da un po’ domina l’omonima piazza.

Piazza Dante costituisce l’inizio di Via Toledo e ti dà la possibilità (tramite l’ingresso di Port’Alba) di accedere al Decumano Maggiore e poi sulla famosa Spaccanapoli. Qui puoi sederti su una delle tante panchine o accomodarti ad uno dei caffè della piazza per ammirare il Foro Carolino. Commissionato da Carlo III di Borbone, il palazzo viene costruito nella metà del Settecento da Luigi Vanvitelli. Il grande emiciclo comprende la famosa Port’Alba, le mura aragonesi e la chiesa di San Michele. Le due ali dell’edificio ospitavano un tempo quasi 30 statue e la “torre” dell’orologio (aggiunta successivamente).

Piazza Dante non ha sempre avuto questo aspetto: anticamente, infatti, questo largo era detto “del Mercatello” perché si teneva qui uno dei due maggiori mercati cittadini. L’altro, più grande, si trovava nella famosa Piazza Mercato. Qui, oltre ad ospitare il mercato, si svolgeva quasi tutta la vita della polis cinquecentesca napoletana. I magazzini cittadini, le istituzioni, l’ospedale: tutto era collocato qui. Successivamente poi fu creata l’apertura di port’Alba (nel 1600, circa) che facilitò gli spostamenti e le comunicazioni con le altre zone della città.

Port’Alba

La porta “scavata” dentro le mura angioine, collegamento tra i quartieri, ritrovo degli universitari. Anticamente port’Alba sostituiva un torrione per permettere una facilitazione negli spostamenti dei cittadini da una zona all’altra della città. Oggi, invece, permette di collegare via Toledo al decumano maggiore ma non solo. Diventa una vera e propria passeggiata tra la tradizione delle numerose librerie che si trovano in zona, come quella storica di Berisio, le cartolerie che servono tutta la zona universitaria – famosa per le dimensioni è Amodio – e le tantissime bancarelle di libri usati dove è facile trovare un’occasione.

La porta viene nominata così in onore di Don Antonio Alvarez de Toledo (il duca di Alba, appunto). Vero e proprio catalizzatore storico, la porta ha visto numerosi omicidi nel corso del tempo, personaggi famosi e un via vai di gente sconosciuta. Anche gli edifici che ospitano le librerie, i caffè e le pizzerie di questa strada risalgono al Settecento. Non è difficile, infatti, notare strutture sovrapposte, nicchie votive e portoncini nascosti lungo il perimetro della strada.

La strada che da Piazza Dante porta al Decumano Maggiore e a Piazza Bellini poi viene dichiarata bene culturale e come tale protetta dallo Stato. Preservare lo storico fascino di questa stradina rumorosa e folkloristica, infatti, diventa un dovere.libreria-berisio

Dopo aver fatto shopping tra i libri antichi, ti consiglio un aperitivo alla riconvertita libreria Berisio oppure una pizza alla storica Pizzeria Port’Alba per una pizza a portafoglio – puoi scegliere tra margherita e… margherita!

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Cora Francesca Sollo

Digital Strategist innamorata (persa) del digitale. Aiuto le piccole aziende a raccontarsi in rete attraverso la comunicazione morbida. Credo negli abbracci digitali che diventano reali e che il mondo sia una giungla ma se sei strategicamente te stesso e sorridi forte (forse) ti salvi.

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