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Cile

Visitcile. Il portale del turismo cileno

Tra le destinazioni di viaggio latino-americane il ha incrementato il suo traffico di presenze dall’Europa. Il crescente numero di viaggiatori interessati al paese, è il motivo che ha portato alla nascita del primo web in lingua italiana dedicato ai viaggi in . Un realizzato per offrire un chiaro riferimento per conoscere il paese della forme bizzarre che vanta un territorio ricco di sorprese naturalistiche uniche nel suo genere. Dalle estreme alture andine ad uno dei deserti più affascinanti del mondo, quello di Atacama, fino alla fredda Patagonia dove dominano ghiacciai e Parchi Nazionali.

Il , deve essere conosciuto per le sue particolarità e solo in questo modo può essere apprezzato da un pubblico sempre più vasto.
Strutture ricettive di alto livello, ecolodge perfettamente integrati nella Natura, fanno della proposta ricettiva cilena una autentica garanzia, che si affianca alla prorompente natura ed alla proverbiale ospitalità del popolo cileno.
Visitcile offre informazioni sul paese, utili consigli ed un servizio di consulenza per studiare viaggi in . Tra gli obbiettivi di Visitcile quello di creare un autentico punto di riferimento per chi desidera in , offrire gli strumenti utili agli addetti ai lavori del settore turistico per comprendere al meglio il territorio ed i suoi servizi, diventando così “esperti sul ”. Per saperne di più, potrete contattare VisitCile via mail, scrivendo a: info@visitcile.it con Skype all’indirizzo: visitcile o visitando il all’indirizzo http://www.visitcile.it

Golf Club del Cervino: il più alto d’Italia ha 18 buche

Golf Club del Cervino_02L’ampliamento del percorso del Club del Cervino è stato festeggiato con un grande evento di inaugurazione domenica 5 luglio. Finalmente, a due anni dall’inizio dei lavori, domenica 5 luglio 2009 il sogno è diventato realtà e Breuil-Cervinia, da oggi ha il suo campo da a 18 buche, il primo della Valle d’Aosta e il più alto d’Italia.

L’inaugurazione delle 18 buche del Club del Cervino ha voluto rappresentare un nuovo inizio, dopo i 54 anni di storia gloriosa del vecchio impianto, nato nel 1955 e tra i primi quindici campi d’Italia affiliati alla Federazione italiana .

Nella giornata di domenica 5 luglio 2009, ha avuto luogo la cerimonia di inaugurazione alla presenza delle massime autorità politiche regionali e dei rappresentanti della Federazione Italiana , oltre che dei presidenti degli altri circoli valdostani e non. Presenti alla cerimonia del taglio del nastro che ha ufficializzato l’apertura del nuovo percorso, Augusto Rollandin – Presidente Regione Autonoma Valle d’Aosta, DomenicoChatillard – Sindaco di Valtournenche, Franco Chimenti – Pres. Federazione Italiana , Antonello Matiz – Consigliere Federale FIG e Guido Marcoz – Delegato Regionale per la Valle d’Aosta della Federazione Italiana .

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Atacama, il deserto “assoluto” (Cile)

Attraversare il Deserto di Atacama, nel settentrionale, è un’esperienza assolutamente particolare. Ci si trova infatti di fronte al deserto più asciutto del mondo, con un record di assenza assoluta di pioggia per ben quarant’anni. Questa particolarità è dovuta al fatto che è protetto da tutti i lati dalle catene montuose della Puna de Atacama e della Cordigliera della Costa che lo proteggono dall’umidità mentre la corrente di Humboldt raffredda l’aria impedendo la formazione di nuvole. Da qui la sua particolarità di essere l’unico deserto a non avere neppure un’oasi.

Il deserto di Atacama, formatosi 15 milioni di anni fa, è 50 volte più arido della valle della morte della California con una escursione termica giornaliera molto forte, che va dai 0°C notturni agli oltre 30°C delle ore diurne.

Date le sue condizioni, è stato scelto per effettuare le prove dei veicoli spaziali Viking 1 e Viking 2, simulando la loro esplorazione del pianeta Marte per verificare la presenza di vita. Nel deserto di Atacama il risultato è stato assolutamente negativo: nessuna forma di vita può resistere in condizioni di assoluta aridità e perfino i batteri riescono a sopravvivervi solo per breve tempo.
Ciò nonostante vi sono alcuni abitanti: indigeni Chandos e lavoratori nei giacimenti di nitrati (è il più grande serbatoio naturale del mondo di nitrato di sodio) e nei ricchi depositi di rame. Proprio dalla presenza del minerale tipico dei giacimenti di rame, l’atacamite, deriva il nome del deserto che nella sona di San Pedro fu nel Paleolitico il centro di una misteriosa civilizzazione che ha costruito fortificazioni sulla roccia che lo circonda.

Terra del Fuoco (Cile e Argentina)

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Si tratta in realtà di un arcipelago dell’estremo sud americano, che deve il suo nome al navigatore Magellano che nel 1520 scorse il fumo dei numerosi fuochi accesi sulla riva dagli indigeni, mentre percorreva lo stretto cui dette il nome e che gli avrebbe permesso di immettersi nell’Oceano Pacifico. Dapprima chiamata “terra del fumo”, successivamente il suo nome cambiò in “terra del fuoco”.

Le sue isole, prevalentemente montuose, sono numerose ed appartengono a ed . La presunta possibilità della presenza di giacimenti petroliferi nel canale di Beagle, che separa l’arcipelago dal continente, ha portato nel 1993 i due paesi molto vicini al conflitto armato.

Abitate fin dai tempi antichissimi da popolazioni indigene ora estinte, sono state esplorate da numerosi europei, tra cui gli italiani Alberto De Agostini, che ne disegnò la mappa, e Giacomo Bove, che comandò una spedizione esplorativa a fine ‘800.

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Polpette di patate dolci – Cile

Polpette di patate dolci - Cile
Ingredienti per 12 polpette:
- 1 uovo
- 2 peperoncini verdi senza semi tritati
- 1 spicchio d�aglio tritato
- 1 cucchiaino di zenzero tritato
- la spremuta e la scorza di un limone
- 250 g di patate dolci bollite e schiacciate
- 700 g di patate bollite e schiacciate
- 4 scalogni tritati
- 120 g di foglie di coriandolo macinato
- 60 g di olio vegetale

Preparazione:
Sbattere l�uovo con il peperoncino, l�aglio e lo zenzero. Aggiungere la spremuta e la scorza di limone e mescolare bene. In un�altra ciotola impastare con una forchetta le patate dolci con lo scalogno e il coriandolo. Unire il composto di uovo alle patate e lavorare fino a ottenere una consistenza omogenea. Raccogliere con le mani bagnate delle piccole quantit� di composto e preparare dodici polpette. Disporrre du una pellicola di plastica e mettere in frigo per almeno mezz�ora perch� non si sbriciolino durante la cottura. Friggere le polpette su ogni lato per 3 o 5 minuti. Servire calde.