Villa San Michele ad Anacapri: tempio di luce tra cielo e mare

Capri come sogno da realizzare. Per molti intellettuali, artisti, e forse anche per te è proprio questo. Un paradiso terreste in cui poter essere se stessi, lasciando che il cuore diventi più leggero. Come? Dando spazio alla semplicità.

Un tramonto al Faro di Punta Carena, l’alba a Centrella e Monte Solaro o un tuffo a Gradola bastano per metterti in pace con il mondo. Anche per Axel Munthe è stato così. Capri è diventata l’antidoto ai pensieri.

Il medico e scrittore svedese scopre l’isola in una foto in bianco e nero dai contorni sbiaditi. Una cartolina di Marina Grande con la cortina di case affacciate sul mare e una decina di barche a riposo sulla battigia. In lontananza la sagoma di qualche giovane donna del posto.

È amore a prima vista. Quel paesaggio genuino e sospeso nel tempo entra sotto la sua pelle, stampato a fuoco come un tatuaggio. Da quel momento Capri per Axel Munthe sarà un’ossessione che placherà anni dopo.

Hai capito, vero? Dopo Villa Lysis, Villa Malaparte e la Casa Rossa voglio accompagnarti a Villa San Michele, un tesoro di Anacapri famoso in tutto il mondo. Hanno varcato il suo ingresso personaggi del calibro di Oscar Wilde, Henry James, il Kaiser Guglielmo II, il conte Zeppelin disegnatore di aerei, l’imperatrice Eugenia moglie di Napoleone III, la zarina Alessandra di Russia e la regina Vittoria di Svezia.

Oggi tocca a te. Sei pronto? Andiamo.

Villa San Michele: l’inizio della storia

Axel Munthe nasce nel 1857 e arriva per la prima volta a Capri a 18 anni. L’isola – con la sua vegetazione rigogliosa, colori vivaci e panorami protesi verso il blu – rappresenta per l’intellettuale un’oasi, un luogo dove l’anima smette di essere in tumulto, quasi canta inebriata. Durante quella visita prende una decisione: sarebbe ritornato per vivere e abitare la bellezza ogni giorno della sua vita. È una promessa a se stesso più che una decisione.

Così gli anni passano, Munthe si laurea in medicina. Nel 1884 si avvicina un po’ di più Capri, si reca a Napoli per soccorrere la popolazione colpita dal colera. Nel 1885 tocca di nuovo le coste capresi e trova il posto ideale in cui stabilirsi: Anacapri, il secondo comune.

In un lembo di terra, sui resti di una cappella dedicata a San Michele, Axel Munthe trova la giusta luce e dà inizio ai lavori per realizzare la sua dimora. Segue degli schizzi fatti su una parete, la casa dei sogni è già scolpita nella sua mente. Deve solo aspettare che diventi realtà. Ecco le sue parole tratte dal suo libro Storia di San Michele: “Non c’era altro che un rozzo schizzo disegnato da me con un pezzo di carbone sul muro bianco del giardino”.

Durante le varie fasi della costruzione, nel vigneto vicino, vengono alla luce diversi reperti romani e da questi ritrovamenti prendono forma una leggenda e un’idea. Vuoi sentire la prima, vero? Sembra che la residenza di Axel Munthe sorga sulle rovine di una delle dodici ville dell’imperatore Tiberio di cui però si sono perse le tracce. E l’idea? In seguito a questa ipotesi il medico svedese trasforma la sua abitazione in una casa museo.

colonnato villa san michele
PH Davide Esposito
Villa San Michele ad Anacapri: tempio di luce tra cielo e mare
PH Davide Esposito

Una casa museo

Villa San Michele ospita oggetti storici che il proprietario scovava sull’isola e nei suoi viaggi in giro per il mondo. Ci sono manufatti risalenti all’epoca romana, ma anche etrusca ed egizia.

Ai primi del Novecento Munthe esaudisce il suo desiderio, Villa San Michele è pronta per aprire le porte al suo proprietario: “La mia casa deve essere aperta al sole, al vento e alle voci del mare – come un tempio greco – e luce, luce, luce ovunque!”. Ed è proprio così. L’edificio svetta sul centro di Capri e domina il Golfo di Napoli. Resterai stupito dallo spettacolo che si aprirà di fronte ai tuoi occhi.

La casa si sviluppa su più livelli e non ha uno stile definito. Segue il gusto eclettico del suo possessore. Gli ambienti custodiscono opere d’arte e riflettono la passione per l’archeologia dello scrittore. Nello studio, ad esempio, troverai la testa di Medusa mentre nella camera da letto un baldacchino in ferro battuto, una meraviglia del Rinascimento.

Nella sala da pranzo vedrai le collezioni di utensili in stagno e in rame del Settecento svedese e del Cinquecento lombardo. In cucina, invece, sul pavimento troverai il mosaico di uno scheletro che beve acqua e vino. Dopo, in un susseguirsi di pergole e colonne giungerai al belvedere che affaccia sul Mediterraneo.

Fermati e lasciati avvolgere dal silenzio e dall’azzurro infinito che riempie il tuo sguardo. Se ti concentri riuscirai a udire la melodia delle sirene cantate da Omero. Qui, indomita, c’è la Sfinge in granito che guarda verso l’orizzonte e protegge l’isola di Capri. Piccolo consiglio: accarezza il dorso della statua egizia ed esprimi un desiderio, la leggenda vuole che si avveri.

Axel Munthe non vive per sempre a Villa San Michele. Una malattia agli occhi lo costringe a trasferirsi in un posto meno luminoso: Torre Materita sempre ad Anacapri. In ogni caso, trascorre sull’isola più di 56 anni. Muore a Stoccolma nel 1949.

Villa San Michele ad Anacapri: tempio di luce tra cielo e mare
PH Davide Esposito
scultura villa san michele
PH Davide Esposito

Il Giardino di Villa San Michele ad Anacapri

Il giardino di Villa San Michele è tra i più belli del mondo ed è uno dei punti di maggiore attrazione. In principio era un vigneto ricco di uva e alberi da frutto. Il terreno fertile, tuttavia, ha fatto da cornice un vero e proprio capolavoro della botanica.

Il primo passo è il pergolato, l’intellettuale svedese lo descrive in questo modo: “Era già coperto da viti appena piantate e rose, il caprifoglio e l’epomea si arrampicavano sulla lunga fila di bianche colonne”. Poi, germogliano i cipressi che costeggiano il viale in direzione della cappella.

Ma c’è dell’altro. Altri colori, altri profumi con fioriture che si alternano tutto l’anno: piante della flora mediterranea, gelsomini glicini, azalee, tulipani, viole, ortensie magnolie. A darti un po’ di frescura troverai pini, palme e cedri. Mentre passeggi concediti piccole soste, rallenta e perditi nella contemplazione.

Curiosità: nel giardino di Villa San Michele ad Anacapri sboccia la Betula pendula. Questo fiore ricorda la Svezia, il paese natale di Axel Munthe. Ad attirare l’attenzione c’è anche la Kochia Saxicola che cresce a Capri e si è estinta in altre parti del mondo.

Anche il giardino è popolato da opere d’arte: il putto con delfino di Andrea del Verrocchio del 1470, un sarcofago greco, una maschera di Medusa del IV secolo che l’intellettuale narrerà di aver visto nei fondali dall’alto della villa, un frammento di una statua di Diana. Infine, durante la sistemazione del giardino Munthe trova un busto in marmo di Tiberio.

statua fiori villa san michele
PH Davide Esposito
Villa San Michele ad Anacapri: tempio di luce tra cielo e mare
PH Davide Esposito

Villa Axel Munthe oggi

Attualmente, la dimora è una casa museo aperta al pubblico ed è stata lasciata in eredità allo stato svedese. È gestita dalla fondazione San Michele che organizza eventi culturali, teatrali e musicali.

Conosco la tua domanda: come arrivare a Villa San Michele? Da Capri prendi il pullman diretto al “comune di sopra” e scendi a piazza Vittoria. Sali le scale e imbocca la stradina che costeggia l’hotel Capri Palace. Pochi minuti è sei a destinazione. Il museo è aperto tutto l’anno dalle 9.00 fino a un’ora prima del tramonto. È previsto un biglietto di ingresso.

sfinge villa san michele
PH Davide Esposito

Villa San Michele ad Anacapri: la tua esperienza

Visitare Villa San Michele ad Anacapri vuol dire immergersi nella vita di Axel Munthe, l’uomo che ha segnato la storia di Capri, contribuendo alla sua fama. Ora, però, voglio ascoltare il tuo punto di vista. Sei stato a Villa San Michele? Cosa ti ha colpito di più? Hai qualche domanda? Lascia la tua risposta nei commenti.

Marilena D'Ambro

Giornalista, blogger e webwriter. Scrivo per diversi blog tra cui: SEOchef, HostingVirtuale e LogicalDOC – Gestione documentale facile. Non inizio la mia giornata senza un buon caffè e una passeggiata immersa nella natura in compagnia del mare.

2 pensieri riguardo “Villa San Michele ad Anacapri: tempio di luce tra cielo e mare

  • 4 febbraio 2017 in 21:39
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    Ciao Marilena, ho visitato Villa San Michele nel 2013. Mia bisnona Rosina, mio trisavolo Pacciale, mio zio Vittorio, e altri familiari, vivevano e lavoravano con Axel Munthe. Lui parla su loro nella sua opera La storia di San Michele. Quello è un posto indimenticabile pero me. Mi manca Capri. Saluti. Danilo

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    • 6 febbraio 2017 in 11:36
      Permalink

      Ciao Danilo,
      i tuoi familiari avevano un contatto diretto con Axel Munthe, custodisci ricordi unici. Ti consiglio di ritornare a visitare Villa Axel Munthe, sopratutto in estate e partecipare a uno dei concerti al tramonto. La musica delicata e il panorama ti daranno grandi emozioni. Un saluto anche a te e grazie per aver letto l’articolo. 🙂

      Risposta

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