Come fare il liquore al finocchietto selvatico

Il primo dono che Capri offre ai suoi ospiti è se tessa. Sì, il primo contatto che avrai con l’isola, fin dal primo sbarco al porto di Marina Grande, sarà con la natura che domina su tutto il resto: il mare intorno a te e la montagna di Anacapri di fronte.

La natura, infatti, offre bellezza ma anche odori e sapori (che ti ho raccontato nelle antiche ricette). Dai limoni puoi ricavare il famoso limoncello e dal finocchietto selvatico l’omonimo liquore dal gusto morbido e fresco. Quindi è meglio riformulare la domanda: cosa mangiare a Capri, in questo caso, diventa cosa bere a Capri

La pianta percorre un po’tutto il territorio. Durante le passeggiate capresi sarà impossibile non percepire il suo odore nell’aria. Nel dialetto del posto è chiamata Finocchiello ed è molto amata dai capresi. Il motivo? È un ottimo digestivo, il commiato perfetto alla fine di un pranzo abbondante in compagnia del mare blu.

E poi fare il liquore al finocchietto selvatico è un tuffo nella memoria. Srotolando i ricordi ti rivedi anche tu bambino mentre osservavi la nonna preparare questo elisir in cucina? Oppure ritorni a quelle domeniche fatte di pranzi senza fine tra le risate di zii e cugini. E tu? Tu cercavi di bere qualche goccio del prezioso distillato. Magari lontano dallo sguardo degli adulti.

Ecco che il liquore al finocchietto selvatico fatto in casa non è una semplice attività culinaria ma è tradizione e storia di famiglia. Che ne dici di scoprire come si fa il liquore al finocchietto selvatico? Iniziamo questo viaggio.

Storia del finocchietto selvatico

Il nome scientifico del finocchietto selvatico è Foeniculum volgare ed è diffuso nelle regioni mediterranee. È una pianta erbacea che appartiene alla famiglia delle Ombrellifere ed era conosciuta già in epoca greca. Pensa che la pianura di Maratona in riva al Mar Egeo, teatro di scontri leggendari tra Ateniesi e Persiani, significa proprio campo di finocchi.

Ma furono i Romani a diffonderlo in Europa. I gladiatori si nutrivano di questa pianta per aumentare il vigore mentre le matrone lo apprezzavano perché le aiutava a mantenersi in forma. Nel Medioevo Carlo Magno pretendeva che la Foeniculum volgare fosse sempre presente negli orti imperiali.

Come riconoscere il finocchietto

Il finocchietto lo riconosci dal suo profumo intenso e carezzevole. Le altre caratteristiche della Foeniculum volgare sono: un colore verde chiaro, un fusto diritto e ramificato nella parte superiore che può raggiungere i 2 metri. Le sue foglie ricordano il fieno e i suoi fiori sono gialli. Produce i frutti, noti impropriamente come semi. Questi elementi si generano quando i fiori si chiudono.

Il finocchietto selvatico è una pianta spontanea e perenne. Si trova in terreni calcarei ma non disdegna quelli sassosi. Nasce tra le rocce di sentieri e pendii ma vive più libero tra i prati. Lo vedi nei campi incolti o ai bordi dei muri. Preferisce un clima mite ma può crescere fino a 1.000 metri di quota. Ama il sole e sta bene anche all’ombra

Quando si raccoglie il finocchietto

Per fare il liquore al finocchietto selvatico fatto in casa hai bisogno di tutte le parti della pianta matura. Il momento migliore per raccoglierla è il periodo compreso tra agosto e settembre. Ricorda di tenere il fiore lontano dalla luce solare che potrebbe far evaporare gli oli essenziali.

Benefici del finocchietto selvatico

Quali sono i benefici del finocchietto selvatico per la salute? Questa pianta aiuta la digestione dei grassi. Tramite i suoi principi attivi ottimizza lo scorrimento delle secrezioni biliari dal fegato e dalla cistifellea al duodeno. Nei neonati allevia i dolori addominali e le coliche.

Il finocchietto selvatico in cucina

Come usare il finocchietto selvatico in cucina? Questa pianta arricchisce molte bontà. E tutte le sue parti sono utili. Sto parlando di fiori, semi, foglie e rametti Ad esempio, le foglie possono dare note aromatiche a salse, insalate, frittate, piatti a base di pesce, formaggi e minestre.

Mentre con i rametti puoi condire le olive sotto sale. I fiori aromatizzano funghi al forno, la porchetta, le castagne bollite. E i semi? Arricchiscono taralli e tisane, speziano vini e dolci. E, punto centrale di questo articolo, vengono usati per fare il liquore di finocchietto selvatico insieme ai fiori freschi e le foglie.

Ingredienti per due litri di liquore

Prima di passare agli ingredienti sono necessarie alcune raccomandazioni. Il finocchietto selvatico deve essere quello. Non pensare di usare i ciuffi o semi di finocchio al suo posto, sono differenti. E non gettare via il gambo, questa parte è determinante per l’aroma. Ecco quello che ti serve per preparare la ricetta del liquore al finocchietto selvatico:

  • 60 grammi di finocchietto selvatico fresco.
  • 1 litro di alcol etilico.
  • 1 litro d’acqua.
  • 550 grammi di zucchero semolato.

Preparazione della bevanda

Per fare il liquore al finocchietto selvatico inizia dal lavaggio della pianta, poi lascialo asciugare su uno strofinaccio pulito. Quando si è asciugato mettilo insieme all’alcool in un contenitore a chiusura ermetica. A questo punto, devi rispettare una fase di riposo che dura circa tre settimane. Assicurati che il recipiente sia custodito in luogo buio e fresco. Scuotilo almeno 1 volta al giorno.

Dopo la macerazione, metti una casseruola sul fuoco e fai bollire l’acqua con lo zucchero (che si scioglie). Verrà a crearsi uno sciroppo che deve cuocere per 2 minuti. In seguito fallo raffreddare, spegnendo il gas. Adesso devi filtrare l’alcol e mescolarlo allo sciroppo. Infine versa in una bottiglia di vetro da liquore ben sigillata e sterilizzata. Riponila in un luogo arieggiato e lontano dalla luce.

Ora non ti resta che aspettare un mese per assaggiare il digestivo. Dove conservare il liquore al finocchietto selvatico una volta pronto? In freezer perché va servito freddo. Suggerimento: il liquore di finocchietto selvatico lascia i fondi di bottiglia: non agitarlo prima di offrirlo ai tuoi ospiti.

Come fare il liquore al finocchietto selvatico: la tua esperienza

Dopo il liquore al mirto, questo distillato è un altro classico della cucina tipica di Capri e di tutto il Meridione. Tu come ti muovi per fare il liquore al finocchietto selvatico fatto in casa? Conosci delle varianti originali? Che ne dici di condividere esperienze e consigli? Ti aspetto nei commenti.

Marilena D'Ambro

Giornalista, blogger e webwriter. Scrivo per diversi blog tra cui: SEOchef, HostingVirtuale e LogicalDOC – Gestione documentale facile. Non inizio la mia giornata senza un buon caffè e una passeggiata immersa nella natura in compagnia del mare.

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