Gaiola: la spiaggia, il parco sommerso e la sua “maledizione”

Quando si pensa alla Gaiola, si pensa ad un posto da favola che solo la Campania può vantare con orgoglio e gioia. Infatti la Gaiola di Napoli è tra le mete più amate non solo dai napoletani ma anche dai turisti per lo spettacolo naturale che regala ogni volta che la si ammira. La sua conformazione morfologica è unica al mondo, si presenta avvolta da spruzzi di verde che colorano il giallastro delle rocce, il tutto contornato da tonalità di celeste e d’azzurro donate dall’incontro del cielo con il mare, tutto questo sfondo da favola fanno dell’isola la Gaiola una delle più belle al mondo.

Infatti anche se è conosciuta da tutti come la Gaiola, in realtà è l’isola la Gaiola. Una definizione che si è guadagnata appunto perchè questo posto incantato si presenta formato da due isolotti uniti da un ponte.

La Gaiola di Napoli va così ad arricchire di meraviglia e spettacolo la città e il golfo a Nord di Napoli. E’ possibile ammirare la Gaiola da Posillipo, perchè si trova perfettamente di fronte e fa parte del Parco sommerso di Gaiola, un’area marina protetta.

 

Parco della Gaiola

Il Parco sommerso di Gaiola è situato lungo la costa di Posillipo e si estende fino a Baia Trentaremi e il borgo di Marechiaro. E’ detto così sia perchè prende il nome dell’ isolotto della Gaiola che padroneggia in questo tratto del golfo di Napoli e sia perché sotto le acque si cela un’area archeologica sommersa. Infatti sui fondali di questo fazzoletto di mare si trovano numerosi reperti e resti archeologici, un museo sommerso a causa del bradisismo che caratterizza questa zona. In quest’area è possibile visitare anche i bellissimi resti della villa Imperiale di Pausilypon, fare delle escursioni subacquee e ammirare le rare specie marine che il fondale ospita, oppure fare un barca tour con visione subacquea.

la spiaggia e il parco sommerso della Gaiola di Napoli, un'area marina potretta

Spiaggia la Gaiola

Proprio di fronte a questo spettacolo della natura vi è la spiaggia libera a circa 30 metri di distanza dall’isolotto. Questa è in assoluto una delle spiagge di Napoli più belle anche se è interamente fatta di rocce. Questo è un punto in cui il Golfo di Napoli diventa limpido e trasparente e dove è bellissimo fare il bagno e ammirare anche i fondali che contengono un ecosistema animale e vegetale davvero unico e tra i più belli del Mediterraneo.  

La maledizione della Gaiola

La Gaiola di Napoli è un posto tanto incantato e stupefacente quanto maledetto. Proprio così, l’isola della Gaiola è accompagnata da secoli da un maledizione di morte e di sventura che non è mai stata smentita, ma che si è sempre ripetuta in tutti questi anni. 

Tutto ebbe inizio nell’antichità, in quanto si racconta che sull’isolotto fosse ubicato un tempio dedicato a Venere Euplea, protettrice dei naviganti e proprio per questo motivo diversi scritti antichi sostengono che questa isola si chiamasse Euploea. 

E proprio a questa Dea si fa risalire la maledizione, in quanto si racconta che la divinità vedendo il suo tempio trasformato in una dimora per ricchi, scatenò la sua rabbia maledicendo quel posto per l’eternità. 

C’è chi sostiene che la maledizione sia cominciata con Publio Vedio Pollione, il quale edificò sull’isola la Scuola di Virgilio, nella quale insegnava arti magiche ai suoi allievi e si pensa che per sbaglio una pozione malefica colpì l’isola gettandola nel maleficio. 

La villa della Gaiola di Napoli conteneva il dipinto di un Gorgone che venne coperto e muratoVi è un’altra storia più recente e che molti credono sia stato l’incipit della maledizione. Si racconta che la villa della Gaiola di Posillipo venne acquistata dal senatore Giuseppe Paratone che scoprì un affresco raffigurante una testa e un volto orribile, una specie di Gorgone mitologico. Sconvolto da quell’orribile dipinto decise di murarlo. Ma nell’antica Grecia questa immagine veniva usata per difendersi dai nemici e dalle maledizioni. Quindi gli storici credono che la jellatura potrebbe cominciare da questo “errore” umano commesso per la poca conoscenza.     

I fatti accaduti successivamente che hanno coinvolto i proprietari della villa su quest’isola, hanno dato conferma a questa leggenda.

La storia maledetta riprende con Guglielmo Bechi un archeologo toscano che portò alla luce questa splendida villa che sorge sull’isolotto e che scelse poi come sua dimora. Successivamente la villa passò alla famiglia de Negri che in poco tempo vide la sua pescheria andare in rovina. Ma la storia non finisce qua. 

Nei primi anni ‘90 la villa passa ad un nuovo proprietario, comandante di una nave, che si schiantò su una secca proprio vicino all’isola. 

Una circostanza sfortuna colpì una donna tedesca Elena Von Parish che venne inghiottita dal mare mentre passeggiava su una passerella che collegava l’isolotto alla terraferma, che ra non esiste più, e il suo corpo venne restituito dal mare dopo pochi giorni. I due proprietari tedeschi Hans Praun e Otto Grumbach non ressero al colpo e si tolsero la vita.

Nel 1950 Maurice Sandoz, proprietario di una famosa casa farmaceutica, si trasferì sull’isola, ma dopo aver vissuto alcuni anni nella villa di Pollione, impazzì e venne internato in una clinica per pazzi dove si suicidò. 

La maledizione della Gaiola continuò nel 1960, quando un barone tedesco Paul Karl Langheim decise di sfatare questa falsa leggenda. Così cominciò ad organizzare feste bellissime ma che lo mandarono in rovina. 

Anche Gianni Agnelli non fu esonerato da questa infausta energia che emanava la villa, e dopo la morte di diversi familiari decise di vendere la villa. 

Il possesso della casa passò a Paul Getty, magnate del petrolio, a cui venne rapito un figlio per mano della malavita organizzata e dopo che gli venne fatto recapitare l’orecchio del poverino, decise di pagare il riscatto di 17 milioni di dollari. 

Ultimo proprietario, prima che la villa passasse in proprietà alla Regione Campania fu Gianpasquale Grappone, il quale si indebitò così tanto da essere incarcerato, mentre la moglie venne coinvolta in un incidente stradale dove morì. 

La Gaiola di Posillipo è un posto maledetto. Una realtà alquanto chiara ed evidente dopo tutti questi avvenimenti luttuosi, che non possono essere giustificati in nessun modo se non chiamando in causa le forze oscure e malefiche che avvolgono questo posto. 

La maledizione della Gaiola si manifesta non solo con la morte dei proprietari e dei familiari vicini ma anche con la rovina della propria economia familiare.

Ancora oggi, molti pescatori confermano che sull’isola si aggiri il fantasma di una donna senza volto che veglia la villa maledetta.

 

Come arrivare alla Gaiola 

La Gaiola di Napoli si può raggiungere o con la macchina e parcheggiare sulle strisce blu che si trovano nelle vicinanze oppure una volta arrivati nel centro di Napoli potete prendere o il bus o la metropolitana che vi fermi a Posillipo.

Una volta arrivati in zona, dovete percorrere la famosa discesa della Gaiola che vi condurrà direttamente alla spiaggia e al mare.

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