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Food, Ricette

Un viaggio del gusto: la torta caprese bianca al limone

2 dicembre 2016 • Da
fetta di torta caprese bianca al limone con limoncello

PH Davide Esposito

Capri è un viaggio nella bellezza, nella storia, nel gusto. Sì, nel gusto. L’isola azzurra ha una tradizione culinaria consolidata. I suoi piatti hanno superato i confini italiani, i ravioli capresi sono famosi nel mondo. Ma non solo.

La cucina caprese ha conquistato cuori: totani e patate hanno ammaliato Brigitte Bardot durante le riperse de Il disprezzo a Villa Malaparte. E poi c’è lei, la torta caprese a cui nemmeno Al Capone seppe resistere.

Oggi voglio consigliarti una variante di questa ricetta che fa felici grandi e piccini. Sto parlando della torta caprese bianca al limone. Una delizia dal sapore delicato e profumato che accarezza le labbra e va assaggiato piano, senza fretta. È la soluzione perfetta per terminare con dolcezza una cena tra innamorati.

Ingredienti della torta caprese bianca al limone

Dì la verità, hai già l’acquolina in bocca? Stai pregustando l’esplosione dei sapori che coccolerà il tuo palato, vero? Allora vediamo quello che ti serve per preparare la torta caprese bianca al limone. Gli ingredienti di cui hai bisogno sono facili da trovare:

  • 5 uova.
  • 200 grammi di mandorle pelate.
  • 200 grammi di cioccolato bianco.
  • 130 grammi di zucchero.
  • 150 grammi di burro.
  • 50 grammi di fecola di patate.
  • 10 grammi di lievito per dolci.
  • 2 limoni (dovrai usare solo la buccia).
  • 2 cucchiai di limoncello o crema di limoncello.
  • Zucchero a velo.
Un viaggio del gusto: la torta caprese bianca al limone

PH Davide Esposito

Come si fa la torta caprese bianca al limone: preparazione

Fare questo gustoso dolce al cioccolato bianco e mandorle non è difficile. Devi solo armarti di pazienza, ci vogliono circa 50 minuti, e seguire con cura i passaggi. Cominciamo dall’inizio.

Trita il cioccolato bianco poi frulla le mandorle pelate insieme allo zucchero. Quando avrai ridotto tutto in polvere sposta il composto in una ciotola e uniscilo al cioccolato.

Ora grattugia la scorza dei limoni. Mettila nel preparato con la fecola di patate e il lievito in polvere. Dopo questo passaggio, mescola. In seguito, aggiungi il burro fuso con i due cucchiai di limoncello e amalgama gli ingredienti tra loro.

Adesso è il turno delle uova. Sistemale in una planetaria con l’altra metà dello zucchero. Sbattile per un quarto d’ora, devi ottenere una crema liscia e chiara. Una volta raggiunto questo risultato, mischiala agli altri ingredienti nella ciotola precedente e fai dei movimenti circolari dal basso verso l’alto.

A questo punto, versa il tutto in uno stampo ricoperto da carta da forno e assicurati che sia disteso in maniera uniforme. Successivamente, inforna a 170 gradi per 50-60 minuti. Una volta cotta lascia raffreddare la torta caprese bianca al linone e spostala su un piatto. Alla fine, spolvera lo zucchero a velo.
Puoi conservare la torta caprese bianca per circa cinque/sei giorni, coprila con una campana di vetro.

Vuoi dare un tocco di classe e stupire i tuoi ospiti? Servi questo dolce con un bicchiere di limoncello fatto a Capri o con una porzione di gelato.

torta caprese bianca al limone impasto

PH Davide Esposito

torta caprese bianca al limone impasto bianco d'uovo

PH Davide Esposito

torta caprese bianca al limone prima di infornare

PH Davide Esposito

torta caprese bianca al limone con zucchero a velo

PH Davide Esposito

Tu hai mai assaggiato la torta caprese al limone?

In questo articolo ho provato a spiegarti la ricetta della torta caprese bianca al limone. Una prelibatezza che si porta dentro la soavità e l’intensità dell’isola dei Faraglioni. Ora sono curiosa di ascoltare le tue parole. Tu come prepari questo dolce alle mandorle e al cioccolato bianco? Lascia la tua risposta nei commenti. Aiutami ad arricchire questo articolo.


Io parto domani, Italia

La Scala Fenicia a Capri: un capolavoro scolpito nella roccia

25 novembre 2016 • Da
Scala Fenicia a Capri

PH: Davide Esposito

L’isola delle sirene non smette mai di stupire. Tante sono le bellezze da scoprire in questa perla del Mediterraneo. Ci tesori nati dall’estro di madre natura come la Grotta Azzurra e i Faraglioni. Poi, ci sono meraviglie scolpite dalla mano dell’uomo. Opere che sorprendono per la loro imponenza. Imprese create nell’antichità che ancora appaino impossibili.

Sto parlando della Scala Fenicia a Capri, una gradinata dalla forma serpentina e intagliata nella roccia della montagna. Con i suoi 921 scalini si snoda dal porto di Marina Grande fino al secondo comune dell’isola, Anacapri. Di sera da Marina Grande puoi vederla illuminata dalle luci e dalla luna. L’impressione è quella di salire verso il paradiso.

La Scala Fenicia a Capri: la storia

La Scala Fenicia fu costruita intorno al VII e VI secolo a.C. Il nome le fu dato in seguito all’errata convinzione che l’isola di Capri fosse stata colonizzata dai Fenici. In realtà, i Greci furono gli unici autori di questo capolavoro. Non c’è alcun dubbio: molti gradini sono stati incisi nella roccia viva con una tecnica tipica delle isole del Mar Egeo. Dopo la gradinata fu ristrutturata dai Romani, in epoca medioevale e nel 1998.

Perché la scala Fenicia è così importante? fu l’unico collegamento tra Marina Grande, Capri e Anacapri. La popolazione la percorreva per portare generi alimentari, materiali edili e acqua -ricavata dall’unica sorgente di via Truglio a Marina Grande – nelle parti alte dell’isola. A svolgere questo lavoro erano soprattutto le donne anacapresi: trasportavano enormi fardelli sulla propria testa senza perdere l’equilibrio, suscitando ammirazione.

Poi, nel 1877 tutto cambiò. Una lingua d’asfalto percorse le pendici di Monte Solaro, fu inaugurata la strada carrozzabile che unisce i due Comuni di Capri e Anacapri. Così gli abitanti dell’isola smisero di avventurarsi lungo i suoi faticosi gradoni, preferendo le carrozze e poi le automobili.

La Cappella di Sant’Antonio

A valle della strada carrozzabile – sotto la rupe di Capodimonte e nei pressi del comune di sopra – la Scala Fenicia a Capri passa vicino alla Cappella di Sant’Antonio, patrono di Anacapri. Questo monumento, scarno ma essenziale, fu edificato nel Seicento ed è conosciuto anche come la chiesa dei marinai.

Cappella di Santo Antonio, vicino Scala Fenicia a Capri

PH: Davide Esposito

Qui i familiari dei pescatori anacapresi si riunivano per pregare. Chiedevano protezione per i propri cari esposti di continuo a tempeste e minacce dei pirati. Per approfondire: il sentiero del Pizzolungo a Capri, intreccio tra storia e natura.

Il Percorso della Scala Fenicia

La Scala Fenicia comincia dal porto di Marina Grande nella contrada Torre. Segui via Palazzo a Mare, sulla destra troverai alcuni gradini e una maiolica che indicano l’inizio del percorso. Le scale all’inizio sono dolci poi diventano alte.

Il mio consiglio? Indossa scarpe comode e porta con te una bottiglia d’acqua, dovrai camminare molto. Ma la stanchezza sarà presto dimenticata di fronte alla bellezza.

Panorama Scala Fenicia a Capri

PH: Davide Esposito

Avvolto dalla natura, man mano che ti arrampichi verso l’alto, potrai ammirare uno dei panorami più belli dell’isola: il centro abitato di Capri e il Golfo di Napoli. Il mare ti sembrerà un lenzuolo di seta blu, le terre emerse dei ricami preziosi e il cielo si confonderà con le acque, offrendo altri toni di colore.

Durante il tragitto scorgerai delle croci intagliate nella pietra. Questi simboli furono opera dei religiosi di Capri per invocare la protezione divina e tutelare i passanti dalla caduta di massi dalla montagna. Ora non corri nessun rischio, ci sono delle solide reti metalliche a prevenire il crollo di queste pietre.

Alla fine della Scala Fenicia arriverai ad Anacapri. Supera il tunnel e osserva i resti in muratura dell’antica porta del paese. Un tempo quest’ingresso veniva chiamato Porta della differenza. Motivo? Segnava il confine tra Capri e Anacapri e anche le rivalità che intercorrevano tra i due comuni.

Porta di Anacapri vicino alla Scala Fenicia a Capri

PH: Davide Esposito

Vuoi concludere in bellezza? Supera l’antica porta e fermati per una visita a Villa San Michele, dimora del medico svedese Axel Munthe.

Curiosità: lungo la Scala Fenicia a Capri il monaco cistercense Paolo Boccon, botanico del Granduca di Toscana, trovò alcune piante di impareggiabile bellezza. Gli esemplari furono inseriti nel suo Museo di piante rare di fine Seicento.

Tu hai vistato la Scala Fenicia a Capri?

La scala Fenicia a Capri è un piccolo viaggio nel passato. Ma non solo. È una scalata che ti guida alla scoperta della natura e della storia. Una volta che sarai giunto alla fine avrai negli occhi e nell’anima un pezzo dell’isola che non tutti riescono a scoprire. Ora tocca a te. Tu hai mai visitato la Scala Fenicia? Lascia la risposta nei commenti.


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