Disabili e autostrade, come garantire serenità a chi viaggia in automobile in estate

L’estate è finalmente arrivata e ci si comincia ad organizzare per le vacanze estive. Sicuramente il mezzo più utilizzato per andare in vacanza per chi decide di rimanere nel Belpaese è l’automobile che, grazie alle sempre più avanzate tecnologie, permette anche alle persone che si muovono in carrozzina di spostarsi in totale tranquillità e sicurezza.

Nonostante la tecnologia abbia fatto grandi passi in avanti a favore della mobilità delle persone con disabilità motoria in automobile, non sempre si può dire lo stesso per quanto riguarda le aree di servizio autostradali che, spesso e volentieri, non garantiscono l’accesso e la fruibilità dei propri servizi a chi ha problemi motori non offrendo strumenti specifici come pedane inclinate, montascale a pedana o attrezzature per persone disabili all’interno dei bagni.

Alcune recenti indagini relative ai servizi disponibili delle aree di servizio delle autostrade italiane, infatti, dimostrano come spesso e volentieri la qualità e la quantità dei servizi non sia sufficiente a soddisfare le necessità delle persone con disabilità fisiche e non solo.

L’indagine prende in esame 105 aree di servizio sparse sul territorio italiano dalla Valle D’Aosta all’Abruzzo, in particolare quelle dislocate sulle autostrade molto utilizzate durante i periodi di vacanza perché collegate a località di mare e di montagna.

 

Tra i fattori ad essere utilizzati come parametri per valutare la qualità dei servizi offerti dall’area di servizio troviamo:

  1. Il numero e la qualità degli spazi di sosta, inclusi quelli dedicate a specifiche fasce di persone (es. donne in stato di gravidanza e disabili);
  2. Lo stato della struttura dell’edificio e l’offerta di servizi particolari (es. animali domestici e bambini);
  3. La tipologia e la qualità delle aree di ristoro (tipo di servizio e la sua pulizia);
  4. L’efficienza delle toilette;
  5. Il prezzo dei carburanti al self-service;
  6. L’accessibilità alla struttura e ai suoi servizi per gli utenti con disabilità motoria.

Quello che emerge dall’analisi condotta sulla qualità dei servizi delle aree di servizio è che in più del 50% delle strutture i bagni dedicati alle persone disabili sono risultati chiusi a chiave o dotati di citofono, questo significa che per accedere ai servizi sanitari l’utente è costretto a chiederne l’apertura. Non solo, la maggior parte degli autogrill presenta all’ingresso dei tornelli e in gran parte dei casi il loro accesso, così come quello dei bagni, risulta impraticabile per chi si muove su una sedia a rotelle a causa del loro spazio troppo stretto per una carrozzina o della presenza di ingombranti espositori.

Alcune aree, addirittura, sono risultate completamente sprovviste di accessi dedicati ai disabili e, in altri casi, in bagni loro dedicati sono abbinati alla baby room o alle docce.

Ciò che emerge dall’analisi è anche l’insufficienza dei posti riservati alle donne in gravidanza e ai disabili.

Il risultato finale non esprime quindi un giudizio complessivo buono riguardo ai servizi offerti dagli autogrill che, anzi, evidenzia una situazione peggiore rispetto a quella trovata durante le precedenti verifiche. Infatti, nonostante il livello di pulizia dei bagni e delle aree di ristoro risulti accettabile, il voto medio non supera due stelle su cinque e ben 45 strutture su 105 analizzate ottengono solo una stella, o una stella e mezza, senza quindi raggiungere la sufficienza.

Per garantire il servizio anche alle persone con disabilità motoria, però, basterebbe solo adottare alcuni accorgimenti che però possono fare la differenza.

L’ingresso all’area di servizio, infatti, non deve soltanto avere una pedana inclinata per garantire l’accesso all’autogrill delle persone in carrozzina ma dovrebbe avere delle porte con sistema di apertura e chiusura automatica così da non creare un disagio a chi ha più difficoltà nel raggiungere la maniglia della porta che, spesso e volentieri, è anche molto pesante da spingere.

Inoltre all’entrata dovrebbero essere installati dei tornelli specifici per persone su sedia a rotelle utili anche per permettere l’accesso ai passeggini.

Per quanto riguarda gli interni, invece, la disposizione della merce deve essere fatta in modo tale che tutti possano raggiungerla indistintamente, così come la cassa e il banco di distribuzione che devono essere di un’altezza tale (altezza consigliata di 90 cm da terra) da permettere a chiunque di usufruirne senza problemi.

Nell’area ristoro, inoltre, è importante che almeno alcuni tavoli siano di un’altezza non inferiore ai 70 cm, così da permettere l’accostamento frontale anche di una persona su sedia a rotelle.

Come già accennato la struttura non deve avere oggetti, come piante o altri elementi di arredo, o espositori troppo grandi che possano impedire o intralciare il passaggio di una carrozzina. Così come elementi quali tappetini e zerbini che possono essere motivo di pericolo sia per chi si muove su sedia a rotelle, sia per chi ha difficoltà motoria, sia per persone cieche o ipovedenti.

I servizi igienici, invece, dovrebbero essere separati dalle baby room e dalle docce, dovrebbero essere di dimensioni ampie per permettere le manovre con la carrozzina e dovrebbero essere provvisti di maniglioni o altri strumenti specifici per aiutare le persone su sedia a rotelle ad usufruire dei servizi igienici senza difficoltà.

Tutte queste soluzioni permettono di garantire l’accessibilità ai servizi alle persone disabili rispettando, tra l’altro, anche le leggi istituite dallo Stato relative all’abbattimento delle barriere architettoniche.

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