Il Carnevale di Venezia tra storia, racconti e leggende

Il carnevale di Venezia è tra i più conosciuti, affascinanti e antichi al mondo. Sono ormai trascorsi 900 anni dal primo documento che testimonia lo svolgimento di questa festa colorata e amata da grandi e piccoli. Ci sono documenti che raccontano di questa festività fin dal 1094, mentre il documento che dichiara il carnevale festa pubblica risale al 1296.

Le origini

Tipiche maschere del carnevale in lagunaMolti sono i racconti e le leggende che fanno riferimento all’origine della festa e al suo significato. Il termine carnevale pare derivare dal latino “carnem levare” ovvero “levare la carne” in riferimento alla Quaresima, periodo che segue questa festività e che, almeno in passato, decretava il momento in cui non si mangiava più la carne in previsione della Pasqua. Per quanto riguarda proprio lo svolgimento nelle strade della festa, una leggenda vuole che il Doge di Venezia abbia imposto al Patriarca della vicina Aquileia un tributo di 12 maiali e 1 toro da macellare pubblicamente in piazza ogni anno in cambio della libertà del Patriarca stesso e di dodici suoi sostenitori, colpevoli di attaccato ed invaso Grado, suddito della Serenissima; un tributo e una sottomissione da riproporre ogni anno dal 1162 che nei secoli si sono trasformati nella festività conosciuta oggi. Dal quel lontano 1162 il carnevale si è evoluto e la sua magia non smette di attirare turisti da tutto il mondo. Un tempo il Carnevale consentiva ai Veneziani di lasciar da parte le occupazioni e darsi ai divertimenti, e tale è ancora oggi, un momento in cui era permesso che il caos sostituiva l’ordine costituito. Al centro di tutto il palco in Piazza San Marco, dove da sempre è possibile ammirare giocolieri, acrobati e sontuose sfilate. Quando la festa veniva vissuta come festa della religione cristiana i festeggiamenti terminavano con il processo, la condanna, la lettura del testamento, la morte e il funerale di un fantoccio, che rappresentava il capo espiatorio di tutte le libertà concesse in quei giorni, la morte del fantoccio poneva fine al periodo degli sfrenati festeggiamenti e l’avvicinarsi della Pasqua.

Il Carnevale: festa paganaPiazza San Marco, il volo dell'angelo

Ma molte sono le storie e i racconti che testimoniano il carnevale come una festa ancora più antica dell’anno mille e del Doge. Molti fanno risalire il Carnevale alla festa romana dei Saturnalia, in onore del dio Saturno e del dio Fauno. Nei Saturnalia latini o nei culti dionisiaci il motto era “Semel in anno licet insanire”, ovvero, “una volta all’anno è lecito non avere freni”, uguale lo spirito del carnevale veneziano durante il quale si concedeva l’illusione ai ceti più umili di diventare altro, per un breve periodo dell’anno, concedendo loro di poter burlare pubblicamente i ricchi indossando una maschera sul volto. Ma a voler scavare ancora più a fondo i festeggiamenti carnevaleschi affondano le radici negli antichi riti pagani, anteriori al Cristianesimo, dove secondo culti ancestrali veniva festeggiato il passaggio dall’inverno alla primavera.

I giochi: il volo dell’Angelo

Durante questo periodo molti sono i giochi e le attrazioni presentate. I giochi hanno sempre fatto parte di questa festa, tra i primi e sicuramente il più conosciuto e famoso è “Il volo dell’angelo”, che in passato era conosciuto come “Il volo del Turco”, perché il primo uomo che lo mise in pratica fu proprio un Turco, la cui discesa su corda finì sul balcone del Doge in Palazzo Ducale, come tributo d’onore. Poi nei secoli la figura del Turco è andata perduta ed è stata sostituita da una fanciulla che durante la giornata finale del Carnevale vola sopra Piazza San Marco, con tutte le dovute precauzioni di sicurezza.

Ma come accennato molti erano i giochi presenti durante queste giornate, vanno ricordati: “Piramidi d’ Ercole” castelli umani ispirati ad opere architettoniche più o meno ardite che vedevano in passato la sfida tra i centrali Castellani ed i periferici Nicolotti; “La danza moresca” ora completamente scomparsa, perché più che una danza era un combattimento che si ispirava alle battaglie tra Cristiani e Mori; e “Le momarie” che fa riferimento alle lunghe e suggestive processioni di maschere lungo calli e i ponti veneziani.

I dolci del Carnevale veneziano

Frittelle o fritola venezianaSe vi state chiedendo cosa si mangia al carnevale di Venezia, allora, dovete sapere che non c’è carnevale senza frittelle o fritola, che sono il dolce tipico del carnevale veneziano. Durante questi giorni l’aria di Venezia è invasa dagli odori degli ingredienti che compongono questo dolce: miele, zucchero, agrumi e tutti i sapori che sono stati aggiunti nelle varianti avute negli anni. Per risalire alle origini di questo dolce bisogna andare indietro nei secoli, già nel ‘600 sono documentati come dolce del periodo di carnevale, nel ‘700 furono poi proclamate “Dolce Nazionale dello Stato Veneto”. Ma non sono l’unico dolce carnevalesco, tra le altre bontà culinarie di questo periodo, tutte rigorosamente fritte, troviamo:

Le castagnole anche questa è una ricetta molto antica, in un manoscritto del ‘700 sono state trovate le istruzioni per preparare quattro tipi di questo semplice dolce, che deve il suo nome al fatto che sembra una piccola castagna.

La crema fritta, conosciuta già in età romana, è una tipica ricetta del Veneto, in particolare di Venezia. È tra i dolci tipici di questo periodo e spesso viene servito in abbinamento ad un bicchiere di vino passito.

Le chiacchiere, conosciute a Venezia con il nome di galani, sono il dolce più antico, addirittura le sue origini si fanno risalire all’età romana. La ricetta si tramanda da secoli, ne esistono tante varianti regionali ma in tutte la bontà di questo dolce nasce proprio dalla sua estrema semplicità di preparazione e degli ingredienti.

Cose da vedere durante il Carnevale di Venezia

Gli eventi e le feste da vedere durante il Carnevale Veneziano sono tanti. Molte sono le celebrazioni che raccontano come si festeggia da sempre il carnevale nella laguna, ecco i principali:

  • ‘Festa veneziana sull’acqua’ che sancisce l’apertura del Carnevale. Per una sera il Canale di Cannaregio si trasforma in un palcoscenico d’acqua.Le strade veneziane durante il carnevale
  • ‘Corteo acqueo del Coordinamento Associazioni Remiere Voga alla Veneta’, il corteo parte da Punta della Dogana per percorrere il Canal Grande fino al rio di Cannaregio dove sfila tra gli applausi del pubblico posizionato lungo le rive.
  • La ‘Festa delle Marie’ ricorda l’omaggio del Doge a dodici bellissime ragazze veneziane a cui erano portati in dono gioielli per il matrimonio. È l’occasione giusta per ammirare gli splendidi abiti veneziani, infatti, ci sono fanciulle che sfilano per la città esibendo il loro ricchi costumi, fino alla proclamazione della Maria del Carnevale. L’elezione si svolge, in genere, il martedì grasso.
  • ‘Volo dell’Angelo’ tra i più attesi eventi del Carnevale, scandisce l’apertura ufficiale dei festeggiamenti di Piazza San Marco.
  • ‘Rievocazione della vittoria del doge Vitale Michiel II sul patriarca Ulrico di Aquileia e i 12 feudatari ribelli’, ogni anno nel giovedì grasso si ricorda il tentativo di rivolta represso nel sangue avvenuto proprio il giovedì grasso del 1162. Evento che secondo alcune leggende fa nascere il carnevale, infatti, ogni anno i successori del patriarca inviavano al Doge 1 toro e 12 porci, come dono e risarcimento, gli animali venivano macellati pubblicamente.
  • ‘La maschera più bella’ ogni anno è il contest più affascinante, le sfilate portate avanti tutti giorni lungo le calle e i canali fino all’ultima domenica del carnevale quando avviene l’elezione della maschera più bella.

 

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